Sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari relativi all’inchiesta della Procura della Repubblica di Foggia che il 9 marzo scorso aveva portato all’esecuzione, da parte dei finanzieri della Compagnia di Manfredonia, di misure cautelari a carico di 7 indagati, tra cui imprenditori, professionisti ed alcuni funzionari pubblici in servizio attualmente o in passato presso il comune sipontino ed una società partecipata.
Le indagini, avviate nel febbraio del 2022, hanno seguito tre filoni, il primo, a presunte intimidazioni poste in essere da due dipendenti dell’azienda municipalizzata Ase di Manfredonia: Michele Fatone, dipendente classe 1961, avrebbe costretto altri dipendenti ad effettuare interventi di bonifica e lavorazioni presso terreni a lui riconducibili avvalendosi dei mezzi e dei materiali della municipalizzata, paventando, in caso di rifiuto, conseguenze negative attraverso minacce dirette o del proprio intervento presso gli organi dirigenziali o presso esponenti politici locali. In altri casi l’indagato si sarebbe appropriato di materiali dell’azienda pubblica per soddisfare le proprie esigenze personali. L’uomo è stato arrestato lo scorso marzo insieme al figlio Raffaele Fatone classe ’92, anch’egli dipendente della municipalizzata e ai domiciliari, avrebbero anche aggredito uno dei responsabili del personale. Episodi violenti e intimidatori a seguito del rifiuto di aderire ad un’imposizione dei due circa i turni di servizio del più giovane dei due Fatone.
Il secondo filone riguarda l’aggiramento di un’interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura di Foggia nell’esercizio di attività di onoranze funebri: riguarda Grazia Romito classe 1971, persona già destinataria di provvedimento interdittivo antimafia disposto dalla Prefettura di Foggia, che attraverso un prestanome, avrebbe eluso il divieto proseguendo nell’attività di impresa. In questo contesto è emersa nel corso delle indagini anche la posizione di un ex assessore ai Lavori Pubblici in carica dal 2021, l’avvocato penalista Angelo Salvemini classe 1980 che avrebbe sollecitato la struttura amministrativa al rilascio dell’autorizzazione.
Il terzo filone riguarda la vicenda del ristorantea busivo lungo il litorale sipontino ‘Guarda che Luna’, riconducibile ad un altro indagato e alle azioni finalizzate a contrastare la sua rimozione. Michele Antonio Romito, 60enne amministratore di fatto del ristorante avrebbe esercitato pressioni sulla struttura amministrativa e sull’apparato politico del Comune per evitare lo smontaggio del manufatto abusivo, con la collaborazione attiva dell’ex assessore.
Dopo gli arresti, ed a seguito dell’esecuzione delle misure cautelari personali, il Tribunale del Riesame aveva mutato i provvedimenti restrittivi nei confronti di alcuni indagati e riqualificato alcuni reati contestati.
Nelle scorse ore sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini nei confronti dei predetti e di ulteriori indagati, accusati a vario titolo di peculato, concussione, corruzione, falso in certificati o in autorizzazioni amministrative, estorsione, minaccia, atti persecutori, lesioni personali aggravate e violenza privata. Si tratta, per quanto riguarda i nuovi indagati, di S.R. ritenuto responsabile di concorso in peculato e di R.G. ed R.M. per concorso nel reato di corruzione elettorale.











