Dopo l’ennesima sonora batosta alle Comunali di Bari, che da vent’anni vedono il centrosinistra primeggiare e conquistare lo scranno di primo cittadino del capoluogo pugliese, la Destra barese dopo un paio di mesi di campagna elettorale più o meno convintamente, sembra ripiombata nel silenzio più totale. In pochi si interrogano su cosa è rimasto di quello che un tempo era un grande laboratorio politico, e soprattutto sulla base di cosa bisogna ripartire per cercare perlomeno di porsi in maniera credibile agli occhi dei baresi nelle prossime tornate elettorali (Comunali o Regionali che siano).
Non bastano sottosegretari, dirigenti nazionali e parlamentari eletti, se poi sul territorio non viene seminato praticamente nulla, se non si forma una classe dirigente credibile e spendibile, se non ci si impegna ogni giorno in ogni sede per cercare di far cambiare idea a chi da anni si affida al centrosinistra ed, ancora di più, a chi da anni ormai non si fida più della politica.
Serve autorevolezza e serve credibilità. Ma non bastano. Serve un percorso politico condiviso e coeso che inizi proprio all’indomani di una sconfitta elettorale (tale può essere nonostante la buona volontà di Fabio Romito) e individui fin da oggi una linea politica seria e concreta. Sul territorio, nel territorio, nelle istituzioni e con nuove e più capaci forme di comunicazione.
Ma intanto dal giorno dei risultati dello scorso ballottaggio al Comune di Bari come da copione sono spariti tutti o quasi. Nessun incontro con gli elettori, nessuna assemblea politica, nessuna analisi del voto e soprattutto nessuna vera autocritica e ovviamente nessuna dimissione dai ruoli di responsabilità nella classe dirigente dei partiti della coalizione.
Che fare quindi? Rimanere fermi in attesa che i soliti errori si ripetano? Questo sono in molto a non volerlo. Ma serve una reazione che inizi subito, prima che anche quel 29% si disperda ulteriormente.
Per questo alcuni esponenti di diverse estrazioni partitiche e civiche di centrodestra, sin dalla sera dei risultati elettorali hanno voluto immaginato di dare vita ad un luogo dove I BARESI DEL CENTRODESTRA possano parlare liberamente e senza ipocrisie di ciò che non va nella propria area politica e di cosa si può e si deve fare per migliorarla e renderla vincente come accaduto altrove (basti guardare al caso di Lecce, tanto per fare un esempio).
Un primo incontro è stato organizzato a Bari il 9 luglio, martedí prossimo, alle ore 19:30 – Villa Romanazzi Carducci.

Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori di questo incontro, Giuseppe Tatarella. Un nome importante per la destra barese e pugliese, un giovane avvocato che vorrebbe vedere una destra più viva e presente in città, non solo relegata a pochi momenti elettorali e di incontri sul grande passato.
Giuseppe Tatarella, sei uno degli animatori della convention “I baresi del centrodestra, insieme per andare oltre” che si terrá martedí 9 luglio alle ore 19:30 a Villa Romanazzi Carducci. Perchè questa inziativa?
“Dopo la debacle delle recenti elezioni amministrative a Bari, la base del centrodestra ha iniziato a farsi sentire. Sin da subito insieme a tanti amici della coalizione abbiamo capito che elettori, simpatizzanti e iscritti sono arrabbiati e delusi”.
Con chi?
“Con la classe dirigente dei partiti della coalizione che ha commesso molti errori nella tempistica dell’individuazione del candidato e con la preparazione della campagna elettorale”.
E dunque, si tratta solo di questo?
“Certamente no. Da vent’anni il centrodestra perde rigorosamente le elezioni e in quest’ultima si è registrato un dato allarmante. Il 70% raggiunto dal centrosinistra, prima volta nella storia, ci dice che il centrodestra locale è privo di qualsiasi strumento per giocare la partita. La classe dirigente è uno dei problemi, ma non certamente l’unico. Bisogna costruire tutti gli strumenti necessari per far tornare la nostra area competitiva e vincente”.
Un obiettivo ambizioso, ma cosa intendiamo per strumenti necessari?
“Chi conosce la storia della destra del centrodestra barese sa che negli anni vittoriosi guidati da Pinuccio Tatarella vi erano molteplici iniziative da lui guidate assieme ad un vasto mondo di associazionismo, iniziative editoriali e culturali che affluivano tutte nella stessa direzione, c’era la politica sul territorio e tra la gente. Ecco, noi dobbiamo ripartire da quanto di buono è stato fatto in passato, ma coniugandolo con i tempi moderni ed i nuovi strumenti a disposizione. Se non si parte dalla cultura, dall’associazionismo, da giornali, blog, riviste, dalla formazione, dai convegni, dai dibattiti, dai temi e dalle idee, non si può tornare a vincere”.
Certamente un progetto ambizioso, ma quasi mai saputo mettere in pratica, se non sporadicamente. Ma torniamo all’attualità. Chi ci sarà martedì?
“Noi ci rivolgiamo a tutti, nessuno escluso. Tutti i baresi che votano il centrodestra sono chiamati a dare un contributo costruttivo di idee. Dal confronto, anche aspro se sará necessario, possono nascere le migliori idee che possono riportare il centrodestra ad essere centrale nella Cittá di Bari e nella Regione”.











