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Sei medaglie d’oro, otto d’argento e cinque di bronzo. Sale a diciannove titoli il medagliere italiano dopo una settimana di programmazione ai Giochi Olimpici di Parigi.
Il tricolore veste d’oro
Nicolò Martinenghi e Thomas Ceccon. Ai due neo-campioni olimpici, vittoriosi nella vasca della Défense Arena rispettivamente sulla distanza dei 100metri nelle discipline rana e dorso, la lista degli ori azzurri si allunga con il successo a squadra della spada femminile e i primati individuali di Alice Bellandi, nel judo, categoria -78kg, Giovanni De Gennaro, nel kayak singolo della canoa stile liberoam, e Marta Maggetti nel windsurf.
DAY 6 – 1 AGOSTO. Nell’Arena Campo di Marte, la judoca bresciana si gioca il titolo a cinque cerchi con l’israeliana Inbar Lanir. Un waza-ari in avvio per l’azzurra, poi un doppio cartellino per l’avversaria e infine la chiusura vincente di Bellandi, che ha vinto 11-0 e ha raggiunto il traguardo più alto della sua carriera, confermando sul tatami la prima posizione di categoria nel ranking mondiale.
Poco prima è arrivato il successo di un altro bresciano, l’oro del canoista De Gennaro. Il classe 1992 in forza al Corpo Sportivo dei Carabinieri si impone sui colleghi nella acque bianche dello Stadio Nautico con il tempo finale di 88.22, con un distacco di 0.20 sull’atleta di casa, il francese Titouan Castryck.
Il quinto metallo più importante arriva dal concorso a squadre femminile della spada. Il primo oro, nella scherma, raccolto da una arrembante prestazione del team tricolore sulla compagine transalpina.
DAY 4 – 30 LUGLIO. Con il punteggio di 30-29 maturato con la stoccata decisa di Alberta Santuccio nel tempo supplementare a danno delle padrone di case, già spinte dalla numerosa tifoseria francese del Gran Palais, la schermitrice catanese e compagne mettono al petto l’oro, sfumato purtroppo nelle ambizioni individuali. Grande orgoglio, nonché emozionante successo azzurro frutto del collettivo rosa, quello firmato da Giulia Rizzi, Rossella Fiammingo, Mara Navarria e la stessa Santuccio.
DAY 8 – 3 AGOSTO. Cronologicamente è l’ultimo, arrivato ieri nella vela. Il windsurf femminile regala emozioni e l’oro olimpico ad una fantastica Marta Maggetti. L’atleta cagliaritana, partita lenta, sceglie una traiettoria alternativa a metà gara e beffa le rivali. Nelle acque della marina marsigliese l’azzurra si laurea campionessa olimpica con un tempo di 7”38. Seconda l’israeliana Sharon Kantor (7”44), terza la britannica Emma Wilson (8”09).
Gli argenti azzurri
Filippo Ganna, Federico Naldi Maldini e Filippo Macchi. Le prime medaglie d’argento, tre di otto, le hanno vinte loro.
DAY 4 – 30 LUGLIO. Argento anche per la ginnastica artistica femminile a squadre: un secondo posto che vale molto più, dietro all’inarrivabile gruppo statunitense trascinato dalla fortissima Simone Biles (171.296). Dopo 96 anni, l’impresa tricolore riesce ad Angela Andreoli, Alice D’Amato, Manila Esposito, Elisa Iorio e Giorgia Villa, autrici di una gara pressoché perfetta con 165.494 punti. Bronzo al Brasile (164.497).
DAY 5 – 31 LUGLIO. Una giornata quasi perfetta, a tinta argentea. Doppio secondo posto per le performances azzurre provengono dal canottaggio, al quattro di coppia maschile, e dal trap femminile.
Seconda piazza da favola per il quartetto italiano composto da Giacomo Gentili, Andrea Panizza, Luca Rambaldi e Luca Chiumento che arrestano il crono a 5’44”40 dietro al solo equipaggio olandese (5’42”00). A completare il podio il bronzo ai polacchi (5’44”59).
Argento anche nel tiro sportivo con una ambiziosa Silvana Maria Stanco che, piattello dopo piattello, si conquista uno strabiliante secondo posto, dopo la delusione della quinta posizione a Tokyo. La tiratrice azzurra si arrende alla irraggiungibile guatemalteca Adriana Rauco Oliva che porta a casa il primo storico oro olimpico nella storia del suo Paese.
Dopo il primato agli Europei di Cipro, la Stanco ci riprova nella rassegna a cinque cerchi, una gara che la incorona vice campionessa con 40 tiri a segno su 50, contro i 45 della Rauco Oliva; bronzo alla australiana Penny Smith che si ferma a quota 32.
La scherma, al femminile, prosegue bene e mette a segno un secondo titolo olimpico: dopo l’oro nella spada, arriva l’argento nel fioretto.
DAY 6 – 1 AGOSTO. Si spengono nella finale le massime ambizioni delle azzurre che non tengono testa alle colleghe statunitensi e devono cedere a forza e dominio del team a stelle e strisce. Una gara a senso unico che relega Errigo e socie al gradino secondo del podio.
Il punteggio è stato di 39-45 a favore delle atlete USA: poco smalto per le italiane e una grinta che si perde per strada, non per demerito azzurro quanto per la perfezione della scuola americana. E dunque argento per Alice Volpi, Martina Favaretto, Francesca Palumbo e la portabandiera Arianna Errigo.
DAY 7 – 2 AGOSTO. L’ultima medaglia, sul piano temporale, giunge ancora dal canottaggio, nel due di coppia pesi leggeri, con Stefano Oppo e Gabriel Soares. Un titolo che in tanti si aspettavano e non ha disatteso le aspettative: il duo azzurro secondo al solo equipaggio irlandese. McCarthy e O’Donovan dominano la gara col tempo di 6’10″99, poi sfida aperta per l’argento: gli azzurri chiudono in 6’13″33, beffando i greci per soli 11 centesimi.
Paltrinieri e Musetti aggiornano il palmarès dei bronzi italiani
Dopo il primo bronzo nella giornata di apertura, nella staffetta 4x100m stile libero, e i successivi due – dal profumo pugliese – firmati da Luigi Samele e Paolo Monna, il quarto e il quinto terzo posto arrivano rispettivamente dal nuoto con Gregorio Paltrinieri e dal tennis con Lorenzo Musetti.
DAY 4 – 30 LUGLIO. Ancora lui, SuperGreg. È bronzo ai Giochi di Parigi, un successo storico per il nuotatore modenese, unico atleta azzurro a salire a podio per tre volte consecutive in una rassegna olimpica. Difatti, per Paltrinieri dopo l’oro nei 1500 stile libero a Rio 2016, bissa con una doppia medaglia a Tokyo: ai XXXII Giochi in terra nipponica porta a casa bronzo nella 10km e argento negli 800 stile libero. Ed è proprio in quest’ultima disciplina che firma l’ennesimo titolo, il bronzo a Parigi 2024 con la sua mano che si fionda sulla piastra a 7’39”38.
Negli 800 stile libero oro per l’irlandese Daniel Wiffen (7’38”19), argento allo statunitense Bobby Finke (7’38”75).
DAY 8 – 3 AGOSTO. Una prova pressoché eccezionale quanto storica. Lorenzo Musetti ce l’ha fatta: è lui il vincitore della finale terzo posto di tennis singolo maschile. Il ventiduenne di Carrara ha superato il canadese Auger-Aliassime in un’ottima gara, molto tirata e chiusa in tre set.
Sulla terra rossa del Roland-Garros l’azzurro entra subito in partita e supera lo sfidante nel primo set per 6-4. Nel secondo set tutto cambia per il tennista italiano, apparso meno in palla e obbligato a subire i colpi di Auger-Aliassime che sbaraglia con uno schiacciante 6-1. Il bronzo si decide nel terzo ed ultimo set: il canadese continua a mostrare il suo alto livello agonistico, l’azzurro ritrova fiducia e risponde. Ristabilito un certo equilibrio è Lorenzo Musetti, sul finale, ad avere la meglio con una serie di rovesci superlativi chiudendo i giochi con un 6-3.
Attesa quest’oggi la grande finale, in programma alle 12:00, tra serbo Novak Djokovic e lo spagnolo Carlos Alcaraz. L’oro olimpico è la posta in palio: giochi aperti tra i numeri due e tre al mondo (il primatista mondiale, Jannik Sinner, assente nella competizione olimpica).
La Puglia sportiva alle Olimpiadi relegata ai bronzi di Samele e Monna
Dopo sette giorni dall’avvio della XXXIII edizione dei Giochi Olimpici, la Puglia sportiva è ferma ai due bronzi d’apertura di Samele e Monna. Un pizzico di delusione arriva dalla marcia ma i sogni di gloria non sono ancora naufragati. Di seguito, la situazione nel dettaglio.
Tiro sportivo, De Filippis spara fuori dalla finale
DAY 4 – 30 LUGLIO. Mauro De Filippis resta fuori dai magnifici sei della finale olimpica del trap. Tramontano i sogni di gloria anche per il connazionale Giovanni Pellielo, che meglio si piazza nella fase iniziale. Cresce, invece, De Filippis nello step successivo ma i parziali degli azzurri non sono sufficienti per accedere all’atto ultimo che assegna medaglie. In particolare, il Fiamme Oro tarantino chiude in tredicesima posiziona assoluta con 121 tiri a segno. Solo sedicesima posizione per il tre volte vicecampione olimpico.
Nuoto: nulla di fatto per De Tullio, rimpianto Pilato
DAY 4 – 30 LUGLIO. in una finale centrata ma molto tirata, un nulla di fatto per Luca De Tullio. Il nuotatore barese, approdato nella gara che conta con un’ottima prestazione in batteria (7’44”07) ma consapevole di dover inseguire e nuotare in maniera più che perfetta per salire a podio. Non sarà così: un 800 a testa alta per De Tullio che tiene la scia malgrado non limi il suo crono (7’ 46”16).
Quanto è sufficiente, comunque, per migliorare almeno il posizionamento iniziale: entra in finale con l’ultimo tempo utile e chiude in settima posizione, avanti solo all’australiano Elijah Winnington. Consolazione minima che possa essere di buon auspicio per tornare in vasca con la voglia di rimettersi in discussione per gli impegni futuri.
DAY 8 – 3 AGOSTO. Caparbio cerca subito riscatto, nelle batterie preliminari dei 1500 stile libero: un tempo egregio (14’55”61) quello di De Tullio ma insufficiente per la finale. È il secondo degli esclusi, chiudendo in dodicesima posizione assoluta.
Nella stessa giornata, torna in vasca Benedetta Pilato per la 4×100 misti donne. Il quartetto italiano, composto da Margherita Panziera, Viola Scotto di Carlo, Sofia Morini e la stessa nuotatrice tarantina chiude con il quarto tempo la batteria numero due: un crono che le proietta in finale se non fosse per un’irregolarità della delfinista che comporta la squalifica della squadra azzurra.
Dunque, per loro niente finale quest’oggi. Il rimpianto più grande, forse, è il parziale della seconda frazione, quello della Pilato. Un tempo, anzi il tempo, 1’05”59, che nell’individuale sarebbe valso il bronzo olimpico per la ranista pugliese. Rammarico quarto posto o consapevolezza di una brillante carriera in divenire?
Ulteriore nota a margine. Niente staffetta per Chiara Tarantino, sostituita dalla collega Morini. L’emiliana ha di fatto superato, almeno per questa gara (tristemente naufragata nelle acque della squalifica nda), la concorrenza della stilliberista coratina e di Sara Curtis.
Scherma: salta il bis Samele, game over Criscio
DAY 5 – 31 LUGLIO. Dopo il bronzo individuale, ci riprova Luigi Samele con la sciabola a squadre. Per il team italiano, composto da Luca Curatoli, Michele Gallo, Pietro Torre e lo stesso schermidore foggiano, la gloria però sfuma ai quarti di finale con una super Ungheria, che in serata dovrà chinarsi alla insuperabile Corea del Sud.
Poco smalto con i magiari, Samele e compagni si arrendono sul 38-45. La squadra azzurra si rimbocca le maniche e salva il salvabile: quinto posto finale con le due successive vittorie di consolazione su USA (45-40) ed Egitto (45-38).
DAY 8 – 3 AGOSTO. Capitolo sciabola al femminile. Dopo non aver brillato nell’individuale, Martina Criscio ci riprova, invano, nella competizione a squadre. Il team azzurro composto Michela Battiston, Chiara Mormile, Irene Vecchi e la stessa schermitrice foggiana cede in semifinale all’Ucraina con il punteggio di 37-45. Le azzurre cercano di salvare quanto ancora possibile ma perdono ancora, questa volta con l’Ungheria (35-45): devono così accontentarsi di un misero settimo posto a danno delle colleghe algerine (45-27).
Delusione marcia: quarto Stano, si ritira Palmisano, ventesimo Fortunato
Apre la marcia su strada il capitolo dell’atletica leggera a Parigi. E non possono certo mancare gli atleti pugliesi sul circuito ai piedi della Tour Eiffel. Nella 20 chilometri di marcia, al maschile, grande atteso è il campione olimpico uscente, Massimo Stano, reduce di un infortunio alquanto singolare. Tra gli azzurri anche l’andriese Francesco Fortunato, bronzo all’Europeo di Roma, e Riccardo Orsoni.
Le attenzioni è inutile dirlo sono incentrate sul forte marciatore di Grumo Appula presentatosi ai nastri di partenza sorridente e con dei bizzarri baffi che promettono bene. L’azzurro resta in lotta per le prime posizioni fino all’ultimo chilometro ma chiude quarto: arriva ad un soffio dalle medaglie in 1h19’12”.
Coraggiosa la gara del pugliese, sempre protagonista nel gruppo di testa, che deve accontentarsi di un ottimo crono, il terzo tempo migliore in assoluto in carriera (personal best: 1h17’26”). Non basta però per una medaglia: completa la distanza dei 20 chilometri dietro l’oro dell’ecuadoriano Brain Daniel Pintado (1h18’55), l’argento del brasiliano Caio Bonfim (1h19’09”) e il bronzo dello spagnolo Alvaro Martin (1h19’11”).
Molto bene anche Francesco Fortunato, avanti in qualche frazione di gara e in corsa tra i primissimi fino al quindicesimo giro quando i duri hanno poi iniziato ad alzare l’asticella. Ciononostante, il marciatore di Andria chiude in ventesima posizione col tempo di 1h20’38”. Più dietro Orsoni, quarantunesimo (1h25’08”).

Dopo l’amaro del quarto posizionamento di Stano, è il momento delle donne: prima tra le prime, attesissima, è Antonella Palmisano. Le altre marciatrici azzurre in gara sono la vicecampionessa dell’Europeo di Roma Valentina Trapletti ed Eleonora Giorgi.
Tre, due, uno. Via. Una brillante Palmisano marcia bene, e detta i tempi, sin da subito, segue da vicino la manovra delle altre. Una gara a ritmi elevatissimi, nonostante il caldo, ma l’atleta di Mottola non teme il sole né le agguerrite colleghe.
Poi però quello che speri possa non accadere mai: il ritiro, il primo in assoluto per lei in una gara in un grande campionato. Ha appena varcato il tredicesimo chilometro quando arriva il suo inaspettato stop. Fin qui la campionessa europea e bronzo mondiale è in coda al gruppo che insegue la volata della cinese Yang Jiayu, al successo con il notevole tempo di 1h25’54”.
Per la vincitrice, primatista del mondo, il vantaggio è di venticinque secondi nei confronti dell’iridata spagnola Maria Perez, argento in 1h26’19” a precedere l’australiana Jemima Montag che si prende il bronzo con il record continentale di 1h26’25”. Le altre azzurre: ventitreesima Giorgi (1h31’49”), alla sua quarta partecipazione ai Giochi, e trentacinquesima Trapletti (1h35’39”).
Nuova possibilità per Stano-Palmisano, taekwondo con Dell’Aquila
Non sono arrivate medaglie ma certo sono state pregevoli gare su strada per le 20km marcia per gli azzurri, i campioni olimpici di Tokyo 2020 Stano e Palmisano potrebbero riprovarci per prendersi una ghiotta rivincita.
Con Parigi 2024 infatti viene inaugurata la staffetta mista da 42,195km, una novità assoluta nella distanza della maratona che potrebbe riportare sotto la Tour Eiffel i due marciatori pugliesi mercoledì 7 agosto. Il debutto della nuova disciplina vedrà presenti 25 squadre, ciascuna composta da un atleta uomo e una donna, che completeranno in quattro tappa da circa 10km ciascuna, alternandosi nella corsa.
Nella stessa giornata sull’ottagono il taekwondoka mesagnese Vito Dell’Aquila, già campione olimpico nell’ultima ediziona a cinque cerchi.
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