I dati sono scritti nero su bianco, un’altra grande prestazione delle nostre atlete e atleti che hanno difeso i colori con passione, orgoglio e onore. Non ci soffermeremo sulle fake news da bar legate ai tratti somatici o ai cromosomi delle atlete olimpiche.
In un contesto macro-economico in rapido mutamento, reso ancor più sconvolgente dalle notizie di sottomarini nucleari nel Mediterraneo, appare quanto mai urgente ricordare come tra i primi dieci sul tetto del mondo vi siano ben 4 paesi europei che insieme raggiungerebbero ben 171 medaglie superando di gran lunga Stati Uniti e Cina ferme a 126 e 91.
Team Europa: Tratti somatici, questione di sport o di identità nazionale?
Non proprio, da quando è stato istituito il CIO comitato internazionale olimpico sono state fatte sfilare solo le bandiere dei comitati olimpici nazionali facenti parte del CIO (o IOC, International Olimpic Committee).
E perché era stato istituto il CIO? Si tratta di un’organizzazione non governativa creata da Pierre de Coubertin nel 1894 per far rinascere i Giochi olimpici della Grecia antica attraverso un evento sportivo quadriennale dove gli atleti di tutti i paesi potessero competere fra loro.
Insomma, nonostante a capo del Comitato sieda da quasi undici anni il Signor Thomas Bach di origine tedesche ed ex campione di fioretto, nulla cambia per la bandiera blu a stelle gialle. La bandiera europea insomma può essere sventolata sì ma lì sul podio, ancora una volta, ci saranno le singole bandiere nazionali.
Poco importa quanto sia stato fatto per rendere i confini accessibili riducendo al minimo i controlli, poco importa se oramai quando si viaggia sul territorio europeo non si debbano comprare pacchetti di chiamate all’estero o simili, non importa se la moneta utilizzata sia la stessa. Quando si tratta di sport, si mettono da parte tutti i discorsi di unione, pari diritti e opportunità che uniscono popoli e e pensieri per tornare ad essere soli contro tutti. I giochi olimpici diventano sfide individuali. Mors tua, vita mea insomma.
Spirito Europeo o Spirito Olimpico?
L’importante non è vincere ma partecipare si sa, eppure spesso anche i genitori con i propri figli o alcuni giornalisti con i nostri atleti non sono andati tanto per il sottile. Molti dei quarti posti infatti sono stati attaccati. La gioia dei nostri atleti per la grande occasione e opportunità di aver partecipato ai Giochi, Giochi una parola che va sottolineata, sono stati spesso accusati di poco professionismo “Perché sei andato a Parigi? Sei deluso delle tua prestazione?”. Accade così che anche l’ex campione olimpico di salto in alto, Giammarco Tamberi già nell’occhio del ciclone per aver perso la fede nella Senna, si ritrovi per evitare la tempesta perfetta mediatica, a decidere di prender parte alla competizione nonostante i postumi di una colica renale, dolori che non consiglieremmo neanche al nostro peggior nemico. Va ricordato, per dovere di cronaca, che quella gara ha visto come grande atleta “non protagonista”, Stefano Sottile fermatosi a 2 metri e 34 cm quarto posto anche lui dietro a Kerr e McEwen 2.36 e all’amico di Tamberi Barshim. Non crediamo sia un caso che il nostro Presidente Mattarella abbia deciso, ancora una volta, di sorprendere tutti, accogliendo alla cerimonia i numerosi quarti posti. La medaglia di legno non sia una sconfitta ma una spinta verso futuri successi.
Lo spirito dei giochi olimpici inoltre non dovrebbe essere quello di vincere a tutti i costi. E certamente non era lo spirito con il quale i nostri padri fondatori, quelli dell’Unione Europea, Spinelli, Schuman, Adenauer, De Gasperi, Churchill, Hallstein, Monnet, Mansholt, Beyen, Bech Spaak, hanno dato vita al sogno europeo di democrazia, libertà e uguaglianza.
L’Europa ai giochi non dovrebbe rimanere un sogno ma realizzarsi come previsto in un importante motto noto a pochi, citius, altius, fortius, communiter : più veloce, più alto, più forte, insieme.
Il motto in questione, è proprio quello, del Comitato Internazionale Olimpico. La storia si fa con i fatti, non con le parole. Arrivederci a Los Angeles 2028!











