Chiusa la fase preliminare del bando di gara internazionale per l’acquisizione dell’ex Ilva, adesso viene la parte più delicata: valutare le 15 manifestazioni di interesse che sono state espresse per l’acquisizione dell’azienda siderurgica italiana e scegliere il miglior piano di sviluppo industriale ed ambientale possibile, che da un lato possa finalmente rilanciare un settore in crisi da anni e dall’altro lato finalmente prestare attenzione ai territori ed alla salute pubblica.
15 attori internazionali e nazionali, si sono presentati rispondendo al bando “alcuni dei quali hanno presentato una manifestazione per l’intero asset produttivo e altre per alcune parti non complete degli asset”.
La conferma arriva dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. “Inizia una fase in cui queste aziende potranno accedere a ulteriori informazioni sulla base delle quali costruire i loro piani industriali, finanziari, ambientali e occupazionali”.
E nel contempo, ove ci fossero altri interessati potrebbero comunque farlo in cordata con questi. E comunque è sempre possibile che altri accedano ad una manifestazione di interesse”, ha spiegato Urso. “Penso che nei prossimi mesi definiranno piano industriali tra loro concorrenziali e noi sceglieremo quello che sarà migliore per garantire il rilancio della siderurgia nazionale e il percorso green del sito dell’ex Ilva che noi pensiamo possa diventare il più grande sito siderurgico green d’Europa”, ha aggiunto.
Il bando, firmato dai commissari di AdI in amministrazione straordinaria (Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli) e da quelli di Ilva in as (Alessandro Danovi, Francesco Di Ciommo e Daniela Savi) ha messo sul piatto intero gruppo siderurgico.











