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Matera, raccolte le firme per un referendum. Davvero vuole entrare a far parte della Puglia?

Matera potrebbe davvero entrare a far parte della Puglia ed abbandonare la Basilicata? Di tanto in tanto si torna a parlare della volontà di Matera di indire un referendum per abbandonare la Basilicata e diventare parte della Puglia; questa volta però sembra che la città sia pronta a fare sul serio, attraverso un referendum popolare come è previsto dalla nostra Costituzione. Questa proposta, avanzata dai due ex senatori Tito di Maggio e Corrado Danzi, ha riacceso il dibattito sulle difficoltà economiche e sociali che la città ha affrontato negli ultimi anni, in aperta polemica con l’amministrazione regionale, che secondo i due ex parlamentari non starebbe dedicando a Matera le attenzioni e le risorse necessarie per il suo sviluppo, anche all’indomani della popolarità garantita dal titolo di Capitale Europea della Cultura di alcuni anni or sono.

Intanto la proposta di referendum è stata formalizzata con la raccolta di 50 firme, e se dovesse passare il vaglio del Consiglio comunale, il percorso verso le urne richiederà quasi otto mesi.

Gli ex senatori Tito di Maggio e Corrado Danzi, che hanno promosso il referendum, hanno, dal canto loro, evidenziato il presunto dirottamento di risorse economiche verso Potenza, lasciando Matera in una condizione di isolamento e inadeguatezza dei servizi, soprattutto in ambito sanitario.

La crisi della sanità materana è un tema centrale nel dibattito, con molti cittadini che lamentano una carenza di strutture e servizi che rispondano alle necessità della popolazione. Le critiche si estendono anche alla viabilità, con Matera sempre più lontana dalle principali arterie di comunicazione.

Secondo i promotori, un passaggio alla Puglia garantirebbe a Matera maggior attenzione e investimenti, aprendo la strada a uno sviluppo economico e culturale fino a ora ostacolato.

L’iter verso il referendum

L’iter per l’indizione del referendum richiede alcuni passaggi formali imprescindibili. Dopo la consegna della proposta di referendum con la raccolta di 50 firme, il Consiglio comunale dovrà pronunciarsi entro 15 giorni sull’ammissibilità della consultazione e formulare il quesito per la cittadinanza.

I promotori avranno poi 60 giorni per raccogliere le firme necessarie. Se tutto dovesse procedere senza imprevisti, il referendum potrebbe svolgersi dopo ulteriori 120 giorni. È importante considerare che il successo dell’iniziativa non è certo, rendendo fondamentale esplorare alternative per migliorare la situazione attuale in Basilicata.

Passare in Puglia, per Matera in primo luogo significherebbe perdere lo status di capoluogo di provincia passando quindi sotto l’egida di Bari. In passato si è ipotizzata la creazione, in questa eventualità, di una nuova provincia che, sulla scia di quanto successo nel 2004 con la creazione della BAT dall’unione ideale delle città di Barletta, Andria e Trani, avrebbe compreso, con Matera, anche le vicinissime e popolose Altamura e Gravina in Puglia. Ma questo scenario al momento appare molto meno probabile, soprattutto considerando che andrebbe a coinvolgere un numero maggiore di Comuni e sarebbe necessario l’intervento del Governo con una legge apposita.

Cosa dice la Costituzione

L’art. 132 recita testualmente nel suo secondo comma: «Si può, con referendum e legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Comuni, i quali ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati a un’altra».

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Redazione
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