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Leporano, ha confessato il figlio della vittima. Ad uccidere è stato Raffaele D’Ettori

Ha un volto ed un nome l’assassino di Silvana La Rocca, l’insegnante in pensione di 73 anni ritrovata senza vita nel giardino della sua abitazione a Marina di Leporano.

Infatti nella mattinata di oggi ha confessato il figlio della donna, Raffaele D’Ettori, di 46 anni, che dopo essere stato rintracciato dai carabinieri e portato al comando provinciale per essere interrogato, ha vuotato il sacco, confessando di aver accoltellato la donna e poi di essere fuggito.

Per lui è subito scattato il fermo di polizia, su disposizione del procuratore Eugenia Pontassuglia e del pm Salvatore Colella, con l’accusa di omicidio volontario.

La donna è stata trovata senza vita nel cortile della sua villetta a Leporano da un nipote contattato dall’altro figlio della donna che vive in Francia, preoccupato per le mancate risposte al telefono da parte della vittima.

Raffaele D’Ettori, sentito dal pm, dopo le iniziali reticenze ha confessato tutto, ammettendo le sue responsabilità. L’uomo ha riferito di aver ucciso la madre nel corso della mattinata di ieri utilizzando due coltelli che aveva portato con sé. Dopo aver cercato di liberarsi delle armi e degli indumenti indossati durante l’esecuzione del delitto, ha dichiarato di aver sparso candeggina all’interno della casa e di aver staccato il tubo del gas nella prospettiva di “far saltare la casa” probabilmente per creare un depistaggio o simulare un incidente che abbia potuto provocare la morte della donna.

Sul movente sono state fornite dichiarazioni contrastanti e, per certi versi, inverosimili, precisando, tra le altre cose, di aver “strappato il cuore della mamma”. Queste dichiarazioni sono state confermate anche nel successivo interrogatorio alla presenza del difensore di fiducia quando la sua posizione era passata a quella di indiziato di reato.

Nel corso della giornata e degli interrogatori poi l’uomo ha cambiato versione, sottolineando come abbia commesso il fatto nella giornata precedente, cioè l’altro ieri, e di aver prima colpito la madre dietro la nuca e, successivamente, non essendo riuscito a ucciderla subito, di averle inferto coltellate alla gola, all’addome ed, infine, allo sterno. Infine ha riferito di essere restato vicino a lei fino al momento del suo ultimo respiro.

Per D’Ettori ora l’accusa è di omicidio, aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.

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Redazione
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