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Vicky si alza in piedi e va verso un preciso scaffale, alla sua destra quello dei grandi classici. Prende in mano Il Conte di Montecristo e lo mostra al pubblico. “Alexandre Dumas è passato alla storia con questo capolavoro”. È per questo che noi sputiamo sangue sulle pagine: cerchiamo la gloria. Senza contare le notti insonni, l’isolamento, l’ossessione…
L’ultima uscita: Red Xanadu, un Viaggio nella Fantascienza Distopica
Quella che verrà presentata questo pomeriggio, giovedì 28 novembre alle 18:30 a Bari presso la Libreria 101 è l’ennesima narrazione azzeccata di Beppe De Giglio. L’autore barese, che ha ormai all’attivo diversi racconti noir, lascia emergere ancora una volta atmosfere cupe, tetre e in cui si intrecciano storie e personaggi fuori dall’ordinario. Tutto è iniziato con Kriminal Chic, poi Oltre l’incubo è infine la trilogia, Barracuda girl, Berlinacht, e Baradieu.
Nel panorama della letteratura italiana contemporanea, De Giglio si distingue per il suo approccio originale e innovativo alla narrativa thriller e noir. Con Red Xanadu, questo il titolo del suo nuovo libro, lo scrittore offre ai lettori un’opera che fonde la quotidianità con elementi distopici e psicologici, in un contesto che esplora l’uso distorto della tecnologia, il potere suadente del giudizio altrui e la natura frammentaria dell’umanità.
Red Xanadu: la trama
Vicky Della Scala è un marito e un padre amorevole, ma anche uno scrittore frustrato: ha portato a termine un romanzo, ma non ha raggiunto il successo sperato. La moglie, Lucia, anziché supportarlo, lo fa sprofondare ancora di più nella depressione. Quando Alice Piccolo, scrittrice affermata, si lancia dal balcone di casa dopo l’incontro con un uomo misterioso dagli occhi rossi, il lato oscuro di Vicky prende il sopravvento e l’uomo inizia a comportarsi in modo ambiguo. Perché qualcuno inizia a sussurrare una frase del poeta Coleridge? E come mai, nell’ambiente letterario, si susseguono morti sempre più inspiegabili? E cos’è disposto a fare Vicky pur di raggiungere il successo con la scrittura?
Red Xanadu: il titolo dell’opera
Red Xanadu: il titolo sembra far riferimento ad un’opera scritta intorno al 1800 da Samuel Taylor Coleridge chiamata appunto Kubla Khan, segnatevi queste parole, torneranno spesso nell’opera. Pare che Coleridge scrisse questa storia sotto l’effetto dell’oppio, dimostrando la potenza dell’immaginazione, in grado di creare mondi e spazi incommensurabili oltre il reale. La storia di quest’opera di Coleridge narra appunto la costruzione, per ordine di Kubla Khan, di un palazzo per il piacere nella capitale del regno, la città appunto di Xanadu. Ai lettori del testo di De Giglio il compito di scoprire perché allora si parla di Red (rosso) Xanadu. Chissà, forse potrebbe non essere solo un aggettivo che definisce un colore o un’atmosfera, ma un simbolo di pericolo, di qualcosa che si sta rapidamente deteriorando sotto la superficie. È la metafora di un mondo che sembra brillante e irresistibile, ma che in realtà è inquinato e corrotto, un luogo dove il sogno del successo e della fama ha preso il sopravvento sulla bontà umana. Riprendendo Plauto, homo homini lupus.
Certamente, il termine Xanadu ha una forte connotazione simbolica. Nell’immaginario collettivo, la parola rimanda a un luogo mitico e lussuoso, ma anche a un’utopia che nasconde le sue ombre. In Red Xanadu, questa dualità viene esplorata in modo profondo, con la narrazione che si dipana tra paradiso artificiale circondato da recensioni e emoticon positive e l’inferno terrestre in cui si susseguono violenze e finti sorrisi.
Morale e regole sembrano non trovare spazio nella città di Red Xanadu. Dietro a pensieri semplici ed attività quotidiane, si celano attività oscure segnate dalla manipolazione e dal controllo, dove la libertà è solo un’illusione. Le emozioni cangianti, la città in evoluzione, la tecnologia invasiva e pervasiva sono al centro delle riflessioni del romanzo.
Red Xanadu: temi e riflessioni
Uno degli aspetti più affascinanti di Red Xanadu è la sua capacità di stimolare una riflessione sulla nostra contemporaneità. De Giglio ci invita a pensare alle direzioni in cui la nostra società sta andando, alla frustrazione e alle delusioni quotidiane mischiate alla presenza sempre più invadente dei social e delle piattaforme virtuali nella nostra vita. In una società scandita dal tempo dei vocali e delle emoticon resta una costante: quel desiderio, di ognuno di noi, e non solo degli scrittori, di essere sempre al centro dell’attenzione e di poter lasciare un segno su questa terra e in questa vita. In sostanza, di poter essere ricordati dai posteri, come Alexandre Dumas. Il romanzo tocca temi universali come la libertà, l’identità e il conflitto tra il desiderio di emergere e le inevitabili conseguenze di un mondo in costante competizione, in cui è sempre più difficile mantenere un equilibrio stabile tra valori etici e sociali.
Un altro tema centrale è quello della tensione tra corpo e mente. Quanto peso può avere l’opinione di qualcuno, la sua recensione, il suo apprezzamento? Quanto peso hanno i nostri desideri e il nostro inconscio? In un mondo in cui contano più le relazioni virtuali di quelle reali, si fa sempre più strada la cosiddetta FOMO, fear of missing out, ovvero la paura di rimanere esclusi. De Giglio ci racconta una storia che si fa labirinto, sempre più indecifrabile, in cui il protagonista prova ad analizzarsi e psicanalizzarsi, per provare a trovare da solo le risposte che gli vengono negate da amici, famiglia, editori. È un gioco di specchi e di rimandi. È una lotta di nervi e psicologica in cui l’autore prova ad emergere e a far riemergere la sua scrittura. La relazione tra gli esseri umani è trattata in modo sottile ma incisivo, portando i lettori ad interrogarsi su cosa significhi veramente essere umani in un mondo sempre più automatizzato e interconnesso. La psicologia del protagonista e degli altri personaggi diventa così un altro strumento per esplorare i confini tra realtà e finzione, tra ciò che è tangibile e ciò che è manipolato e manipolabile.
Red Xanadu: conclusioni
Cosi tra ambientazioni visionarie e oppressioni oniriche, De Giglio lascia al lettore la scelta tra cinismo ed effetto di straniamento, tra realismo e rifiuto della realtà. Red Xanadu è un libro che lascia il segno. È un’opera che spinge a riflettere sulle implicazioni della fragilità dell’animo umano di fronte a un mondo che sembra sempre più distante dalla sua essenza originaria. Con il suo mix di distopia, thriller e noir, il racconto invita a porre domande cruciali sulla nostra società e sul nostro futuro. Un libro che non solo intrattiene, ma che stimola anche una riflessione profonda sul valore della libertà, della verità e dell’autenticità in un mondo che sembra spesso troppo perfetto per essere vero. Come ne “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, ritorna anche qui la domanda, cosa siamo disposti a fare o a cedere per raggiungere i nostri desideri?











