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Sinistra Italiana, lettera ad Emiliano: “Il centrosinistra si salva se rinuncia al trasformismo”

Verso quali sponde si sta muovendo Michele Emiliano? Dopo le dichiarazioni recentemente rilasciate dal Presidente della Giunta Regionale Pugliese arriva una risposta, con una lettera aperta, da parte del segretario cittadino di Bari di Sinistra Italiana, che sottolinea gli scenari da dove ha preso il via l’esperienza politica di Emiliano e, subito dopo, lancia un appello a non perdere proprio quella rotta. In sintesi Cataldo rilancia la necessità per il centro sinistra di rinunciare al trasformismo a cui sempre più spesso si è fatto ricorso in questi anni. Ecco il testo della lettera aperta.

“Caro Presidente e per quel che penso sia il nostro rapporto, caro Michele,

Come ricordi bene , ventidue anni fa si vinsero le elezioni e tu diventasti sindaco di una città che aveva fama “di destra”.

Da sostenitore della tua prima elezione mi duole constatare che l’autonarrazione da te riportata è fuorviante. È accaduto invece l’opposto: non la vittoria di un singolo ma l’avanzata di un movimento, un “onda” si disse ai tempi, che metteva insieme molte cose.

Ventidue anni fa il partito in cui militavo insieme a tanti altri pezzi rilevanti di società civile e politica, nettamente schierata, ha imposto al centrosinistra che la città di Bari, non levantina in senso deleterio, fosse rappresentata da te: magistrato antimafia prima candidato e quindi sindaco. Non è stato un civismo improvvisato e unipersonale, come quelli che si vedono adesso per favorire ascese elettorali, ma un processo lungo e faticoso, meritoriamente portato avanti da personalità schierate, coraggiose, autorevoli e innovative come Nichi Muciaccia, Maria Celeste Nardini e Franco Cassano.

La “primavera pugliese” è stata una stagione cominciata nel 2004 grazie a spinte molteplici, anche incredibili per la narrazione che si faceva di Bari capoluogo di una regione “nera”, contrapposta da Tatarella all’Emilia “rossa”, come il GayPride nazionale del 2003 e le mobilitazioni contro la guerra in Iraq e contro la detenzione amministrativa dei migranti nell’allora costruendo Centro di Permanenza Temporanea a Bari San Paolo.

A mio avviso, con questi elementi è più  completa la narrazione di come sei diventato sindaco di Bari: alla tua autorevole figura si è giunti con un processo politico tutt’altro che trascurabile.

Per paradosso, ti lamenti dell’indistinguibilità dei consiglieri regionali della tua attuale maggioranza di governo pugliese dopo aver alimentato l’errata convinzione si può vincere e governare solo fagocitando tutto e tutti, elevando il cambio di casacca a linea politica, premiando il trasloco da destra a sinistra (gli esempi non mancano per confermare questo assunto dal consigliere Lacatena al  consigliere Tammacco).

Il centro-sinistra a Bari e in Puglia non ha bisogno di essere difeso da sé stesso, come hai paternalisticamente dichiarato di voler fare, perché non esiste alcuna ricerca spasmodica di sconfitte. Il centro-sinistra vuole e deve affermarsi per la propria proposta di cambiamento in favore delle cittadine e dei cittadini e deve difendersi più di ogni altra cosa dal trasformismo e dalla malapolitica.

Con affetto (ma in assoluta divergenza politica)”

Gano Cataldo
Segretario Cittadino Sinistra Italiana Bari

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