HomeCronacaCocaina ed armi tra Castellana, Putignano e Polignano: cinque condanne definitive

Cocaina ed armi tra Castellana, Putignano e Polignano: cinque condanne definitive

Una vera e propria organizzazione criminale nella cittadina di Castellana gestiva lo spaccio di cocaina, ma il gruppo poteva disporre anche di armi e munizioni, inoltre era stato messo in piedi un giro di ricettazione di autoveicoli rubati. Un gruppo criminale capace di operare tra Putignano, Castellana e Polignano a Mare con una serie di operazioni criminali ricostruite da un processo commesse tra il 2028 ed il 2020.

Il loro capo, Franco Pirrelli (46 anni), ripartiva i compiti, stabiliva gli stipendi e individuava le basi operative del gruppo, anche da detenuto, mandando ordini attraverso la moglie Barbara Palmisano – diventata sua portavoce – a cui era dato anche il compito di gestire i problemi interni al sodalizio.

A rifornire il gruppo di droga ci pensava Marco Pesce, “considerato elemento di spicco della criminalità di Putignano”, come scrivono i carabinieri in un comunicato, che riforniva l’organizzazione con partite da un chilo di cocaina che il gruppo acquistava per 40mila euro e rivendeva per 100mila, di cui seimila spettavano mensilmente a Pirrelli.

Con queste accuse, in seguito a condanne diventate definitive i carabinieri hanno eseguito cinque ordini di carcerazione per altrettante persone che sono chiamate a scontare tra i sei ed i 14 anni di reclusione.

Secondo le indagini ed il processo armi e droga venivano nascosti in involucri interrati o in muretti a secco. Ma nel corso delle indagini, i carabinieri hanno anche scoperto un deposito in cui erano nascoste targhe di auto e componenti meccaniche di varie marche per 40mila euro, oltre a un’Alfa Romeo Giulietta rubata.

Le persone finite in carcere sono Franco Pirrelli (condannato a 14 anni), Marco Pesce (44 anni, condannato a 14 anni e 5 mesi), Gianfranco Manelli (50 anni, condannato a 8 anni), Pasquale Gentile (42 anni, condannato a sei anni e un mese) e Barbara Palmisano (45 anni, condannata a sei anni e otto mesi).

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Redazione
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