Non poteva cominciare meglio la XVI stagione dell’Associazione “Nel gioco del jazz”, che ha registrato il sold out al Teatro Forma con il concerto di Karima. In 16 anni di attività sono stati organizzati circa 300 concerti per un totale di 2000 artisti di livello internazionale: motivo di orgoglio e soddisfazione, come hanno sottolineato in apertura della serata Donato Romito, presidente dell’Associazione, e il maestro Pietro Laera, direttore artistico.
È la quarta volta che viene a Bari, dice la cantante, ma forse ha perso il conto, perché il pubblico barese la ama molto. Ogni volta è un successo.

Nata a Livorno Karima Ammar da padre algerino, a sei anni ascolta il jazz di John Coltrane; ma è a 15 anni che un disco di canzoni di Burt Bacharach interpretate da Dionne Warwick le cambia la vita. Approda ad “Amici” alla corte della De Filippi nel 2006, e per la critica è la voce più interessante della voce italiana. A Roma ha la fortuna di incontrare Bacharach e tra i due scocca la scintilla dell’intesa artistica. A Sanremo nel 2009 sono insieme sul palco del Festival con “Come in ogni ora”, un valzer lento in versione rhythm and blues: l’arrangiamento, impeccabile, è del maestro americano. Il primo album arriva nel 2010, ma non suscita grandi entusiasmi. In seguito Karima si fa apprezzare introducendo i concerti di Anastacia e Whitney Houston; ma bisogna aspettare 5 anni per un nuovo cd, tutto dedicato alle composizioni di Bacharach. Nel 2017 è la protagonista nel musical “The bodyguard”. Finalmente a maggio del 2021 arriva la terza produzione discografica, questa volta molto convincente, “No Filter”, con 11 cover. La voglia di rimettersi in gioco, un tour e un disco con canzoni di Natale nel 2022, una virata più decisa verso il jazz, e soprattutto una voce felicemente maturata la impongono con decisione a un pubblico attento e sensibile.
E rieccola sul palco del Teatro Forma in splendida forma e con un nuovo progetto: l’interpretazione di brani di vari cantautori italiani tutti ritrascritti in chiave rigorosamente jazz, perché “la mia è un’anima black da sempre”. Si volta pagina, i tempi cambiano e in un certo senso è anche tempo di affrancarsi dal cliché di Bacharach, per quanto possa essere eccellente e gratificante. Con lei un trio di validi e affidabili musicisti, suoi amici di lunga data: Bernardo Guerra alla batteria, Gabriele Evangelista al contrabbasso (si conoscono dall’età di 14 anni) e Piero Frassi eccellente pianista nonché’ arrangiatore di tutti i brani, fedele collaboratore da 21 anni. L’intesa sulla scena è perfetta, un affiatamento solido e collaudato.

Il concerto è una splendida carrellata sulla musica italiana, condotta in maniera confidenziale in un dialogo costante con la platea. Ovviamente molte canzoni non hanno bisogno di presentazioni, come “Anna e Marco” di Lucio Dalla, “Che ore so’” e “Anna verrà” di Pino Daniele, lenta, dolce, intensa. E, seguendo il suo gusto, il suo sentimento, la sua sensibilità, Karima va a pescare “Quando l’amore se ne va” di Luciano De Crescendo, lasciando via libera nella sua versione al funky jazz. Stesso stile ritroviamo in “Prendila così” di Battisti, prima di passare alla delicata ed emozionante “Scrivimi” di Buonocore, altro musicista che sta virando verso un jazz raffinato. Ma la vera sorpresa arriva con “Io sono io” di Domenico Modugno in una interpretazione frizzante, ritmata al limite dello swing e con tanti pregevoli assolo, Frazzi su tutti al pianoforte. Da applausi a scena aperta.
Si prosegue con tributi, doverosi, a De Gregori (“Sempre per sempre”), Concato (“Rosalina”), ancora Battisti (“Amarsi un po’”), Bindi (“Il nostro concerto”) per finire con la meravigliosa “Tu si’ na’ cosa grande”.
Karima annuncia che il tutto finirà su un disco, “Karima canta autori” (tutti uomini, fa notare), in uscita il 28 maggio, giorno in cui compirà 40 anni.
Il pubblico non la lascia andare via senza “Come in ogni in ora”, il brano che la lanciò 16 anni fa e che conserva ancora tanta freschezza.
La cantante livornese ha grande personalità: può tranquillamente aspirare a una produzione originale con nuove canzoni. Ci faccia un pensierino, a 40 anni!
Prossimo appuntamento per “Nel gioco del jazz” è fissato il 20 febbraio con il trio di Fabrizio Savino e la partecipazione straordinaria di Jeff Ballard.












