Una sostanziale fumata nera dopo l’incontro di ieri al ministero del Lavoro sul rinnovo della cassa integrazione straordinaria per un anno in Acciaierie d’Italia.
Dalla riunione è emersa forse la decisione che il rinnovo della Cigs verrà affrontato guardando a cosa succede sul tavolo dove i commissari tratteranno per la cessione dell’azienda. E’ chiaro che le due trattative dovranno andare avanti su binari paralleli.
Ma il nodo occupazionale, tra esuberi e cassa integrazione da rinnovare, resta uno dei nodi principali di una vertenza molto complessa e che riguarda li futuro lavorativo di migliaia di lavoratori.
Intanto l’offerta migliore, anche per questo aspetto, sembra proprio essere quella degli azeri, che oltre a mettere sul piatto un miliardo di euro dovrebbero mantenere poco meno di 8000 dipendenti (a fronte degli attuali 10mila), un offerta sempre migliore rispetto ai 6000 occupati messi in campo dall’offerta indiana.
“Si è concluso con un nulla di fatto, senza una firma, l’incontro al ministero del Lavoro sul rinnovo della cassa integrazione in scadenza il prossimo 28 febbraio. Non è una chiusura irrevocabile alla firma dell’accordo, semmai la volontà di ottenere un nuovo inizio alla trattativa con un tavolo tecnico al ministero del Lavoro e un tavolo politico a Palazzo Chigi. Due binari paralleli con lo stesso fine: tutelare i lavoratori e fornire garanzie al momento dell’ingresso di un nuovo player”.
A dichiararlo Daniele Francescangeli, vicesegretario Nazionale UGL Metalmeccanici con delega alla Siderurgia, e Alessandro Dipino, segretario UGL Metalmeccanici di Taranto, intervenuti in videoconferenza, a margine dell’incontro di ieri sull’ex Ilva.
«L’UGL Metalmeccanici non ha preclusioni ideologiche soprattutto in merito alla sottoscrizione di un eventuale accordo sulla cigs, ma sono necessarie rassicurazioni da parte del governo sullo scenario che a breve si aprirà con la cessione dell’intero sito ex Ilva. Rassicurazioni affinché nel perimetro aziendale rientrino i lavoratori confinati in Ilva in Amministrazione Straordinaria nonché le aziende ed i lavoratori dell’indotto».
«Altrettanto determinante è chiarire gli impegni che i commissari ed il governo intendono portare avanti e illustrare gli stessi alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori, che attualmente ricevono notizie solo dai media».
«Inoltre, come UGL Metalmeccanici, visto che la cigs sarebbe l’ulteriore sacrificio imposto ai lavoratori, chiediamo all’azienda di accelerare il piano di ripartenza, affinché si possano mettere in sicurezza e in condizioni di massimo regime produttivo gli impianti, riducendo così l’impatto della cigs e sempre salvaguardando la salute e l’ambiente».
«La trattativa proseguirà giorno 28 febbraio e siamo fiduciosi che le questioni poste saranno prese in considerazione sia da parte aziendale sia dalla parte politica a beneficio e a tutela dei lavoratori», concludono Francescangeli e Dipino.












