Questa mattina si è conclusa della legislatura del Comune di Taranto con le dimissioni congiunte di 17 consiglieri comunali su 32. Con il deposito delle lettere di dimissione si determina per legge lo scioglimento anticipato dell’intero Consiglio Comunale con la fine anticipata del secondo mandato del sindaco Rinaldo Melucci.
La procedura prevede che il documento con le firme dei consiglieri venga trasmesso al segretario generale del Comune che a sua volta lo invierà al prefetto di Taranto per le determinazioni di legge, che prevedono la nomina di un commissario che reggerà il Comune di Taranto fino alle nuove elezioni, che dovrebbero essere fissate nella tornata elettorale della prossima primavera.
Le firme sono di 8 consiglieri di minoranza e di ben 9 di una maggioranza che, fin dalle elezioni ha dimostrato una altissima litigiosità, soprattutto dopo l’apertura di Rinaldo Melucci ad Italia Viva senza il “consenso” delle altre forze politiche che supportavano la sua Giunta. E’ la seconda volta che le dimissioni dei consiglieri hanno portato alla fine della sindacatura di Melucci. E’ già accaduto, infatti, nel novembre del 2021. Poi le elezioni del 2022 con la vittoria di un rinnovato Melucci con oltre il 60% dei consensi, ma fin da subito sono emerse chiare le divisioni all’interno del centrosinistra tarantino.
Melucci parla senza mezze misure di una “schizofrenia continua, endemica che ha portato a questa divisione. E’ ciò che poi consente ad altri poteri e ad altre intelligenze a Bari e a Roma di sopraffare sempre gli interessi di questo territorio. Non impariamo mai la lezione”.
Per Massimiliano Di Cuia, consigliere comunale di Forza Italia: “oggi è un giorno importante per Taranto: è caduta l’amministrazione Melucci, dopo una lunga agonia che ha impedito alla Giunta comunale di avviare qualsiasi iniziativa utile alla comunità. Un immobilismo che ha costretto noi consiglieri di opposizione a compiere un atto forte, ma non avevamo alternative: l’amministrazione era completamente paralizzata, prigioniera dei giochi di potere e di un bassissimo mercimonio. Così, dopo anni di giri di poltrone, consiglieri che entravano e uscivano dalla maggioranza, siamo riusciti a mandare a casa la Giunta con un atto di coraggio: non abbiamo pensato a conservarci la poltrona, ma al bene della città. Da oggi per Taranto si aprono nuovi spiragli e, finalmente, nuove prospettive. La nostra coalizione è matura e consapevole e, soprattutto, capace di assumere la responsabilità del governo della città. Da ora, per Taranto si spalancano le porte del futuro dopo anni di stallo e siamo sicuri che la cittadinanza sarà dalla nostra parte”.











