Una notizia buona a metà per i lavoratori dello stabilimento AC Boilers di Gioia del Colle non chiuderà. Dopo settimane di incertezza per i 130 lavoratori, dal tavolo ministeriale è arrivata la conferma: l’insediamento industriale di Gioia del Colle non farà più parte del gruppo Mutares, ma non sarà dismesso nè chiuso. Al tempo stesso verrà avviato un processo di reindustrializzazione con la ricerca di un nuovo acquirente.
“La priorità deve restare la tutela dei posti di lavoro e la dignità delle persone coinvolte”, ha dichiarato Lucia Parchitelli, presidente della commissione Lavoro della Regione Puglia, a margine della seduta congiunta delle commissioni regionali che stanno seguendo la vertenza. “Ogni posto di lavoro preservato significa garantire stabilità a una famiglia e a un intero territorio che non può permettersi di perdere un altro pezzo della sua economia produttiva”.
L’audizione sulla Ac Boilers in Regione Puglia ieri ha visto l’intervento dei sindacalisti di Fim Cisl e Fiom Cgil, di due funzionari, rispettivamente dei dipartimenti Lavoro e Sviluppo economico e, tramite collegamento telefonico, del presidente della task force regionale Leo Caroli, che ha riferito come il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiarito che la proprietà attuale dovrà garantire la continuità produttiva fino a quando non sarà trovato un compratore. Nel frattempo, si stanno già valutando le condizioni di vendita più favorevoli per facilitare il passaggio a un nuovo soggetto imprenditoriale, con la Regione attivamente impegnata nel trovare investitori interessati.
I sindacati hanno ribadito la richiesta unanime di fare fronte comune per la continuità produttiva e il futuro occupazionale dei lavoratori. Una prospettiva che sembra più vicina con un percorso di uscita morbida, previa individuazione di un nuovo investitore sull’impianto di di Gioia del Colle.
Anche i consiglieri regionali del M5S hanno accolto positivamente l’esito dell’incontro, sottolineando l’importanza di una sinergia tra istituzioni e sindacati per garantire certezze ai lavoratori. “Mutares dovrà affidare la vendita a un advisor che raccoglierà le manifestazioni di interesse e fino al termine dell’operazione verranno garantiti gli ammortizzatori sociali. Finalmente i circa 140 lavoratori, che da mesi portano avanti la battaglia per rilanciare lo stabilimento, a costo di enormi sacrifici, hanno ottenuto le prime risposte. È indispensabile l’impegno di tutte le istituzioni, ognuna per le proprie competenze, per garantire a queste persone quelle certezze sul futuro che meritano di avere. Come M5S abbiamo sempre seguito da vicino questa vertenza e incontrato i lavoratori a Gioia del Colle con il vicepresidente Mario Turco, il coordinatore regionale Leonardo Donno, la deputata Patty L’Abbate e il coordinatore provinciale Raimondo Innamorato, chiedendo a più riprese l’intervento del Governo. È importante lavorare in sinergia per ottenere risultati, facendo rete tra sindacati e istituzioni. Da parte nostra continueremo a chiedere aggiornamenti dopo i prossimi incontri e a tenere alta l’attenzione. Sempre al fianco dei lavoratori”.
Per Fratelli d’Italia la nota stonata dell’audizione di ieri in Regione Puglia era l’assenza pressocchè completa della maggioranza. “Ad ascoltare i rappresentanti di CGIL, CISL E UIL sulla vertenza AC Boilers (ex Ansaldo) – un’audizione richiesta da ben due presidenti di Commissione Francesco Paolicelli (IV) e Lucia Parchitelli (VI) – non, c’era nessun consigliere regionale di maggioranza centrosinistra. I sindacalisti hanno parlato e raccontato le loro preoccupazioni a un’aula miseramente deserta. Chiediamo scusa per le assenze di chi solo a parole si riempie la bocca delle problematiche connesse al lavoro. Meno male che a Roma c’è un Governo attento davvero alle vertenze del lavoro, come gli stessi sindacalisti hanno ammesso sintetizzando l’incontro avuto l’altro giorno al Ministero delle Imprese che sta cercando di scongiurare la chiusura e i licenziamenti dell’azienda di Gioia del Colle”.
“Infine, una considerazione a politica: entrambi i presidenti delle Commissioni sono del PD, non la prima volta che alle loro sedute gli assenti sono proprio esponenti del loro partito. Del resto, in Consiglio regionale non va diversamente: a far mancare i numeri sono sempre i consiglieri del PD e delle liste civiche di centrosinistra. Fossi in loro qualche riflessione la farei sulla loro autorevolezza come presidenti di Commissione.”











