Un piano straordinario contro il disagio abitativo da realizzarsi con la collaborazione di tutte le forze istituzionali, sociali ed economiche del territorio, è questo l’obiettivo strategico della Agenzia per la casa del Comune di Bari, lo strumento istituito ufficialmente dalla giunta comunale il 30 dicembre scorso per coordinare le politiche dell’abitare sul territorio cittadino e presentato alla stampa dall’Amministrazione comunale. Nel 2007 gli sfratti per morosità incolpevole erano 652, nel 2014 sono diventati 2.478, ovvero, un incremento del 280% in soli 7 anni. Non solo. Il Comune di Bari registra nella sua graduatoria 1.932 cittadini aventi diritto all’alloggio residenziale pubblico.
Dati importanti che fanno comprendere la grandezza del problema. L’Agenzia dovrà: favorire l’incontro di domanda/offerta di alloggi a canone concordato; individuare e fornire strumenti a garanzia e tutela del pagamento del canone di locazione; orientamento ed accompagnamento dei potenziali conduttori; svolgere un ruolo di mediazione tra le parti sociali, monitorando il mercato immobiliare; definire e gestire misure per il contrasto agli sfratti per morosità incolpevole; coinvolgimento degli Istituti di Credito per agevolare l’accesso al credito per la prima casa; redigere e coordinare il piano straordinario per l’abitare che racchiuda tutte le misure in favore del social housing; incrementare lo sportello per l’emergenza abitativa, che monitori e contrasti le occupazioni illegittime di ERP e gestisca i contributi alloggiativi in modo coordinato con le altre azioni di welfare urbano; gestire i bandi e le misure connesse all’emergenza abitativa. Un programma importante e necessario per il territorio in questo momento di difficoltà.
All’incontro, al fianco del sindaco Antonio Decaro e del vicesindaco e assessore al Patrimonio ed ERP Vincenzo Brandi, sono intervenuti anche l’assessore regionale all’Urbanistica e Politiche abitative Anna Maria Curcuruto, il segretario regionale del Sunia Nicola Zambetti e il direttore di Arca Puglia Sabino Lupelli.
“Creare gli strumenti per mettere tutte le persone nelle condizioni di attivarsi e migliorare la propria condizione – ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro – è l’assunto di base da cui siamo partiti quando abbiamo scritto il programma elettorale che poi si è trasformato in linee guida per il nostro mandato amministrativo. L’Agenzia per la Casa, infatti, intende mettere a sistema tutte quelle attività che il Comune e i diversi soggetti pubblici e privati impegnati sul fronte delle politiche abitative già portano avanti per contrastare il fenomeno dell’emergenza abitativa che, a causa di un peggioramento complessivo delle condizioni socio – economiche della popolazione negli ultimi anni, si è fortemente accentuata”
L’Agenzia per la Casa, che è stata inserita anche tra le priorità nazionali finanziate del PON Metro, sarà utile a diversificare l’intervento pubblico sulle politiche dell’abitare, portando sì avanti la realizzazione di nuovi alloggi popolari (663 nei prossimi anni) e i contributi a sostegno della locazione, ma anche sperimentando nuove forme di housig sociale con il coinvolgimento dei soggetti privati per la definizione di un piano di affitti a canoni calmierati. L’Agenzia permetterà al Comune, inoltre, di farsi garante nei confronti degli istituti di credito per le giovani famiglie o per chi ha perso temporaneamente il lavoro e non riesce più a pagare il mutuo. Partiamo con una dotazione di 10 milioni di euro derivanti dal Pon Metro e dai contributi della Regione Puglia.
“Stiamo creando l’Agenzia per la Casa – ha proseguito Vincenzo Brandi – perché le politiche della casa non possono essere limitate solo all’intervento pubblico, ma devono vedere impegnata una partnership più ampia che verifica e lavora a tutto tondo sia sul fronte delle politiche abitative sia su quello dell’emergenza, che continua a registrare numeri importanti. È per questo che Comune, Regione, ARCA, SUNIA e Confedilizia sono al lavoro per definire un piano straordinario di intervento ed evitare così che le criticità esistenti determino il momento dell’emergenza vera e propria. Fondamentale, in quest’ottica, è determinare l’incontro tra domanda e offerta. Nella città di Bari ci sono circa 18.000 appartamenti sfitti, un numero impressionante, e il nostro obiettivo è spingere i proprietari a ritrovare la fiducia necessaria ad immettere gli alloggi sul mercato della locazione, potendo contare sulla garanzia parziale di un fondo creato ad hoc dall’Agenzia della Casa, nell’ambito della quale stiamo anche valutando la fattibilità di una polizza assicurativa che rappresenti un’ulteriore garanzia per i proprietari. La nostra Agenzia per la Casa nasce sul modello di realtà analoghe sperimentate con successo in altre città italiane, e Bari è la prima città pugliese ed una delle prime del sud a dotarsi di questo strumento per coordinare interventi integrati sul tema dell’abitare. Negli scorsi mesi diverse sono state le azioni messe in campo, sia per assegnare alloggi a nuclei familiari in emergenza abitativa (13), sia per liberare alloggi popolari i cui occupanti non avevano più i requisiti necessari a rimanerci: sono 70 le case liberate e assegnate a cittadini utilmente collocati nella graduatoria comunale degli alloggi di ERP. Contestualmente stiamo lavorando per realizzare un sistema informatico che, incrociando i dati in possesso delle diverse componenti dell’Agenzia, consenta di monitorare costantemente il bisogno e la disponibilità esistenti. Uno strumento innovativo fondamentale per calibrare correttamente le azioni e gli interventi che realizzeremo grazie ai fondi del PON Metro. Entro un paio di mesi, presso l’assessorato comunale al patrimonio, sarà attivo uno sportello dedicato, e contiamo che già dalla pubblicazione del prossimo bando per la redazione dell’elenco degli aventi diritto ad alloggi ERP sia disponibile una form online che aiuti i richiedenti a compilare la domanda senza incorrere in quegli errori materiali che rischiano di compromettere la procedura”.
“La strategia regionale per le politiche dell’abitare è una strategia differenziata – ha dichiarato l’assessore regionale Anna Maria Curcuruto – che vede nell’Agenzia per la Casa a livello territoriale un strumento necessario per affrontare al contempo la specificità dei bisogni esistenti e le condizioni del mercato. Una sorta di osservatorio permanente per raccogliere istanze e fabbisogno, utile per elaborare dati complessivi che troppo spesso mancano, e che sono imprescindibili per calibrare gli interventi generali”.
Molto interessante anche la proposta di Nicola Zambetti che vede l’ipotesi di avere una agenzia metropolitana “Di questo parleremo nell’incontro con la Regione Puglia fissato il prossimo 22 gennaio – dichiara il segretario regionale Sunia – della possibilità di istituire Agenzie analoghe a quella del Comune di Bari nelle aree vaste”. In effetti occorre fare i conti con una sempre maggiore mobilità dei cittadini, non più da un quartiere all’altro del capoluogo ma, da città a città dell’ hinterland barese.
“C’è poi un problema di carattere culturale – conclude Zambetti – che va messo a fuoco e condiviso, il fatto che l’assegnazione di un alloggio popolare non è per sempre ma rappresenta una misura utile a fronteggiare un momento di bisogno. Da parte nostra l’impegno è quello di arrivare a sottoscrivere con i proprietari un accordo sul canone agevolato che consenta di immettere sul mercato della locazione migliaia di alloggi attualmente sfitti secondo i criteri dell’housing sociale”.
“Siamo nelle condizioni di poter consegnare al massimo entro i prossimi dodici mesi 230 nuovi alloggi di ERP che ci consentiranno di dare una casa ad altrettanti soggetti iscritti in graduatoria per la città di Bari – ha concluso Sabino Lupelli – . Un dato importante che rappresenta il frutto di un lavoro svolto in sinergia negli ultimi anni. È però necessario prendere atto che la mappa del bisogno è cambiata nel tempo e che oggi sono moltissimi i cittadini che si rivolgono al pubblico in mancanza di altri interlocutori, e che sarebbero invece nelle condizioni di sostenere un affitto calmierato. La fascia delle nuove povertà, infatti, non è solo quella degli indigenti o dei redditi zero, quanto piuttosto quella delle famiglie monoreddito e delle giovani coppie, ed è a questi ultimi che dobbiamo indirizzare politiche mirate. Bene dunque le attività dell’Agenzia per la Casa, osservatorio territoriale privilegiato con capacità esecutive che dovrà investire ottimizzando gli interventi”.











