Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha giudicato non conforme al nostro ordinamento la legge regionale della Campania che avrebbe consentito al governatore uscente Vincenzo De Luca di potersi ricandidate per il terzo mandato alla guida della Giunta Regionale, accogliendo dunque il ricorso del Governo, è chiaro che le porte per Luca Zaia e Michele Emiliano, altri due governatori che avrebbero molto volentieri chiesto il terzo mandato ai propri elettori è sbarrata.
A meno che, naturalmente, non sia proprio il Parlamento (ed il Governo) a legiferare in materia dando ascolto alle sirene leghiste che, soprattutto dal Veneto, tanto hanno spinto verso questa ipotesi che in primis a Fratelli d’Italia non è mai piaciuta.
“L’articolo 1 della legge della Regione Campania numero 16 del 2024, dopo avere previsto che non è immediatamente rieleggibile alla carica di Presidente della Giunta regionale chi, allo scadere del secondo mandato, ha già ricoperto ininterrottamente tale carica per due mandati consecutivi, ha tuttavia stabilito che, ‘ai fini dell’applicazione della presente disposizione, il computo dei mandati decorre da quello in corso di espletamento alla data di entrata in vigore della presente legge’- si legge in una nota dell’ufficio stampa della Consulta -. Con tale ultimo inciso, il legislatore campano ha reso inapplicabile, per la prossima tornata elettorale, il principio fondamentale del divieto del terzo mandato consecutivo posto dal legislatore statale con la legge numero 165 del 2004, così violando l’articolo 122, primo comma, della Costituzione, che attribuisce al legislatore regionale il compito di disciplinare, tra l’altro, le ipotesi di ineleggibilità del Presidente della Giunta regionale nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica. Il divieto del terzo mandato consecutivo opera, infatti, per tutte le Regioni ordinarie, dal momento in cui esse hanno adottato una qualsiasi legge in materia elettorale, nel contesto di una scelta statutaria a favore dell’elezione diretta del presidente della Giunta regionale”.
Quindi una sentenza che in Puglia si riflette (pur non essendoci una legge che possa consentire ad Emiliano di ricandidarsi presidente) profondamente nel dibattito politico in previsione delle prossime elezioni regionali.
Tutto lascia supporre che Emiliano sarà si candidato, ma per un posto in Consiglio Regionale a supporto del Candidato Presidente (Antonio Decaro è il nome in pectore del centrosinistra, rectius campo largo) prima di spiccare il volo verso un più che probabile seggio nel prossimo Parlamento.











