Un gruppo di giovani ha bullizzato, picchiato con violenza e ripreso tutto, con tanto di condivisione sui social un ragazzino minorenne all’interno della sala d’attesa della stazione ferroviaria di Galatina. Il grave episodio si è verificato mercoledì sera. Nel video choc che ritrae gli istanti dell’aggressione, il gruppo si autodefinisce “La gang del bosco”: a riprendere con lo smartphone è una ragazzina, probabilmente la fidanzata di uno del branco che lei stessa chiama “amò”.
Vittima del pestaggio un ragazzo di 16 anni, peraltro diabetico e invalido al 100%: una brutale aggressione con calci anche alla testa compiuta da parte di 5 giovani. Nel video ripreso col cellulare, se ne vedono però almeno 9 entrare in stazione.
“É un ulteriore segnale dello stato di salute sociale ed emotiva di una parte dei nostri ragazzi”. Il presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia, Giuseppe Vinci, commenta il grave episodio.
Lo psicologo esprime profonda preoccupazione per un fenomeno che non è solo una bravata o a un semplice atto di bullismo.
“Si tratta di un’aggressione – spiega Vinci – che coinvolge aspetti psicologici complessi: dinamiche perverse di gruppo, disprezzo per le fragilità, considerazione della violenza come strumento di affermazione di sé, e – se confermato – anche un movente discriminatorio”.
Per il presidente degli psicologi pugliesi, è fondamentale che i contesti educativi e familiari si interroghino e si attivino con determinazione e pazienza: “E’ necessario ma non è sufficiente condannare l’episodio o punire i responsabili”, ribadisce lo psicologo. “L’assenza di consapevolezza emotiva, il bisogno di sopraffare il diverso, sono da un lato segnali della fragilità profonda di chi aggredisce, dall’altro sono l’espressione di modelli sociali e culturali basati sull’uso della forza al posto del diritto e della giustizia, modelli che si stanno affermando con una potenza sconosciuta sin qui”. “Occorre investire di più e meglio sull’educazione all’affettività all’ascolto, alla gestione delle emozioni, all’accoglienza della diversità che ciascun essere umano rappresenta” sottolinea Vinci. “I giovani, oggi più che mai, hanno bisogno di strumenti per riconoscere, comprendere e gestire le emozioni proprie e altrui. Scuole, famiglie, istituzioni devono essere luoghi sicuri di ascolto e di crescita, anche con il supporto, ogni volta che è necessaria o utile, di professionisti– come psicologi scolastici ed educatori – capaci di intervenire prima che la fragilità si trasformi in violenza”. L’Ordine pugliese esprime la sua vicinanza alla vittima, ribadendo la necessità di un impegno collettivo, istituzionale e civile, per educare al rispetto, alla solidarietà e all’accoglienza delle differenze.











