HomeMondo SportCalcioAtalanta-Lecce si giocherà domenica sera dopo il mini-rinvio deciso dalla Lega

Atalanta-Lecce si giocherà domenica sera dopo il mini-rinvio deciso dalla Lega

A seguito della tragica scomparsa di Graziano Fiorita, membro dello staff tecnico e massofisioterapista della società US Lecce, deceduto nella mattinata di ieri durante il ritiro della squadra salentina in Lombardia per preparare la partita con l’Atalanta, originariamente prevista per questa sera, la gara della 34ª giornata del Campionato di Serie A Atalanta-Lecce è stata riprogrammata per domenica 27 aprile 2025 ore 20.45 (anziché venerdì 25 aprile 2025 ore 20.45).

Una scelta, quella della Lega di Serie A, che tiene conto della delicatezza del momento, del grande dolore e lutto che ha colpito l’intero team salentino e che cerca, dal canto suo, di contemperare le esigenze di regolarità massima del campionato, non posticipando di troppo tempo una delicata partita sia per la zona Champions League che per la salvezza.

Ma una scelta che obbliga i calciatori del Lecce a scendere in campo a poche ore dalle esequie dello sfortunato Fiorita, senza nemmeno il tempo di metabolizzare il lutto.

Sulla vicenda interviene, ovviamente scontento, il consigliere regionale Paolo Pagliaro. “Nel rispetto delle istituzioni sportive e consapevoli delle esigenze organizzative legate al calendario, ritengo tuttavia doveroso esprimere perplessità rispetto alla tempistica individuata per la disputa dell’incontro. Una scelta insensata, illogica e vergognosa, che deve essere rivista”.

“La decisione, assunta a poche ore dalla celebrazione delle esequie, non tiene adeguatamente conto dell’impatto emotivo che una perdita tanto significativa ha avuto, e continuerà ad avere, sull’intero gruppo squadra, che rientrato da Coccaglio, in provincia di Brescia, dovrebbe ripartire per giocare domenica sera. Non possiamo accettarlo”.

“In un momento – sottolinea Pagliaro – in cui sarebbero stati necessari raccoglimento, serenità e rispetto umano, si è invece imposto un ritmo che rischia di comprimere il dolore, banalizzandolo. Non si tratta solo di una questione di opportunità sportiva o di logistica. Si tratta, prima ancora, di rispetto. Per una persona, di 47 anni che ha lasciato una moglie e 4 figli, ed ha rappresentato un punto di riferimento silenzioso e prezioso all’interno della famiglia giallorossa. E per una comunità che oggi avrebbe bisogno di tempo, non di fretta. La grande famiglia dell’Unione Sportiva Lecce sta subendo un danno enorme. Con fermezza, invitiamo le istituzioni del calcio a rivedere tale scelta perché è distante dal sentimento profondo che in questo ore sta unendo la squadra, la società e l’intera tifoseria”.

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Redazione
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