HomePoliticaDeficit sanitario, le opposizioni all'attacco di Emiliano: "Un ultimatum al Consiglio"

Deficit sanitario, le opposizioni all’attacco di Emiliano: “Un ultimatum al Consiglio”

I conti della Sanità pugliese non tornano. E o si approva in tempi più che ristretti una legge a poche settimane dallo scioglimento del Consiglio Regionale per la fine della legislatura, o i pugliesi saranno costretti a pagare con nuove tasse il deficit sanitario, certificato in 174 milioni di euro, frutto del “rosso” prodotto dalle Asl pugliesi.

Inizia oggi, non tra le polemiche, il percorso legislativo in Commissione Bilancio del provvedimento per approvare lo sforamento dei conti sanitari. Nel ripiano approvato sabato scorso dalla Giunta Regionale pugliese, e che verrà illustrato oggi, in Commissione Bilancio ci saranno i conti da saldare e se non verranno approvati entro mercoledì prossimo scatteranno gli aumenti dell’Irpef per tutti i pugliesi.

La “manovrina” serve a coprire i 174 milioni che le Asl hanno prodotto come saldo negativo nel 2024. La somma è stata già parzialmente coperta per 85 milioni in sede di assestamento. Per le altre somme, la maggior parte arriva o dallo svincolo di somme attualmente vincolate (per 14 milioni di euro) oltre da un escamotage tecnico che consente di spostare nei prossimi esercizi finanziari 47 milioni di euro da restituire allo Stato. Una operazione che peserà non poco sulla prossima legislatura ma che consentirebbe di garantire un extragettito tale da coprire il deficit dello scorso anno.

Chiaramente sulla questione le opposizioni sono andate all’attacco, deficendo la situazione “gravissima” con Fratelli d’Italia ed il consigliere regionale della LegaNapoleone Cera, che accusano il centrosinistra di voler scaricare il costo della mala gestione sui cittadini, paventando un aumento dell’addizionale Irpef.

Da Fratelli d’Italia parlano di una maggioranza “sgangherata”, incapace di affrontare il collasso sanitario in modo adeguato. “Attendiamo gli esiti dei lavori della Prima Commissione, dove arriverà la delibera sanità per correre ai ripari – affermano i consiglieri di FdI – Ma temiamo che il centrosinistra dia ancora una volta sfoggio della propria inadeguatezza. La Regione è ostaggio di beghe di potere interne e il Consiglio regionale fatica perfino a garantire il numero legale. Se non si approverà la legge necessaria, i cittadini pugliesi si troveranno a pagare l’ennesimo prezzo di una gestione fallimentare.”

Per Cera, invece, si tratta di una “gestione fallimentare” e di un “ultimatum” al Consiglio Regionale imposto dal governatore. “Mentre la sanità pugliese affonda tra errori, sprechi e incapacità – accusa Cera – chi dovrebbe governare pensa solo a salvare le proprie poltrone. Dopo anni di debiti e servizi sempre peggiori, ora l’unica soluzione proposta è togliere soldi dalle tasche dei cittadini già stremati.”

Per Cera, i pugliesi “meritano rispetto, non nuove tasse” e il problema va affrontato alla radice: “I cittadini fanno file interminabili al Pronto Soccorso, aspettano mesi per una visita urgente e ora si trovano anche a dover coprire i buchi causati dalla cattiva gestione.”

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Redazione
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