HomePoliticaFormatori storici, la via è l'assunzione in Arpal prima del nuovo bando

Formatori storici, la via è l’assunzione in Arpal prima del nuovo bando

“La questione dei formatori storici va risolta e senza ulteriori proroghe”. Anche questa volta – come nella seduta del 26 febbraio –  l’assessore al Lavoro Sebastiano Leo non ha lasciato spazio a dubbi: si deve procedere all’assunzione in Arpal degli ultimi 15 lavoratori della platea storica degli appartenuti all’albo soppresso nel 2001 senza ulteriori indugi, e solo per questi.

Questo è quanto emerso nel corso della seduta della VI Commissione presieduta da Lucia Parchitelli durante la quale era emersa una certa perplessità da parte del presidente di Arpal, Beniamino Di Cagno, e del direttore generale, Gianluca Budano, nel dare seguito all’espletamento del concorso dedicato ai formatori storici, prevedendo quale requisito di accesso otto anni di esperienza, così come delineato in sede di tavolo Sepac. “Il problema oggi si pone – ha fatto notare l’assessore – perché non si è proceduto in tempo utile alle procedure per l’emanazione del bando”.

Anche il Sepac, riunitosi poco prima della seduta di Commissione con la dirigenza di Arpal, ha confermato l’indirizzo tracciato a tutela de i 15 lavoratori, a prescindere dal parere dell’avvocatura regionale, non vincolante per l’agenzia, che ha ritenuto incongrui 8 anni di esperienza quale requisito di accesso.

Secondo il presidente della task force, Leo Caroli, il parere dell’avvocatura consolida la tenuta del bando stesso, passando però dalla modifica del regolamento di reclutamento di Arpal e da una più specifica definizione dei profili richiesti.

Nelle more dell’espletamento del bando, il Sepac ribadisce l’auspicio di evitare una proroga dell’appalto, in scadenza il 5 giugno.

Una presa di posizione netta che ha trovato l’appoggio dei rappresentati delle forze sindacali, anch’essi parte del tavolo Sepac: il loro impegno in questo momento è a tutela delle 15 persone della vecchia platea per chiudere definitivamente una vicenda che si protrae dal 2001.

Rispetto ai precisi indirizzi forniti dalla parte politica e dal tavolo Sepac, Budano ha ripetuto le tempistiche per assolvere al bando di concorso: la proposta da parte del direttore al cda per modificare il piano triennale del fabbisogno del personale e la conseguente approvazione da parte del cda, l’approvazione di un nuovo Regolamento, il successivo vaglio da parte della struttura di raccordo con la Giunta e infine l’approvazione della Giunta regionale. Quindi si potrà passare alla pubblicazione del bando di reclutamento e infine l’esperimento delle prove previste nelle forme semplificate per i profili specifici individuati.

Di Cagno ha dichiarato di prendere atto dell’indirizzo politico, riservandosi di portare il tema all’attenzione del consiglio di amministrazione per “valutare uno scenario reso più complicato dal parere dell’avvocatura”. Ha poi chiarito che, sotto il profilo gestionale, il cda dovrà raccogliere le proposte del direttore relativamente all’adozione di provvedimenti necessari ad assicurare la continuità del servizio dei centri per l’impego. Tra questi anche eventuali proroghe o rinnovi degli appalti esterni, sebbene per tempi ristretti e limitatamente a un fabbisogno che – per via dei concorsi già banditi, dello scorrimento di graduatorie e di concorsi per mobilità – si va progressivamente comprimendo.

“Suppongo – ha concluso Leo – che il cda e la direzione generale di Arpal decidano alla luce di quanto espresso in questa sede. Ferma restando l’autonomia gestiionale dell’agenzia”.

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