Non si sono fermate nemmeno durante le ore notturne le operazioni di pattugliamento della zona tarantina del Mar Ionio per cercare di recuperare con ogni probabilità ormai soltanti i corpi senza vita degli altri tre diportisti di cui da due giorni si sono perse le tracce.
Usciti dal porto di Taranto per una battuta di pesca a bordo di un cabinato di circa 7 metri, di loro subito si sono perse le tracce. Nella giornata di ieri è stato ritrovato da un pattugliatore della Guardia di Finanza il corpo senza vita di Claudio Donnaloia, 73 anni, in un tratto di mare a circa 14 miglia al largo di Metaponto di Bernalda e a 11 miglia in linea d’aria dalla località di San Vito.
Il 73enne era il più grande dei quattro uomini dispersi in mare da ieri a Taranto. Proseguono tutt’ora le ricerche di Pasquale Donnaloia, fratello della vittima, Antonio Dell’Amura e Domenico Lanzolla, i quattro a bordo dell’imbarcazione dispersa in mare.
L’allarme è scattato nella tarda serata di domenica, quando le famiglie, non riuscendo più a contattare i loro cari, hanno denunciato la scomparsa alla Guardia Costiera. I quattro erano salpati dal Molo Santa Lucia, diretti verso le acque dell’isola di San Pietro, zona spesso scelta per la pesca sportiva.
La sala operativa ha diffuso un allerta anche a navi mercantili e diportisti presenti nell’area, chiedendo massima collaborazione nella fase di perlustrazione. Ma al momento nessuna traccia dell’imbarcazione né degli altri tre componenti dell’equipaggio.











