Nella giornata di ieri la Terza Commissione della Regione Puglia ha espresso parere favorevole all’unanimità al Regolamento per la concessione dei contributi a sostegno dell’acquisto di parrucche a favore di pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia e a favore di persone affette da alopecia, introdotti con legge regionale 2 maggio 2017 n. 8.
Come illustrato dalla dirigente della Sezione benessere sociale, innovazione e sussidiarietà della Regione Laura Liddo, lo schema di regolamento stabilisce i criteri di riparto dei fondi attribuiti alle Asl, prevedendo che le risorse annualmente previste nel Bilancio regionale per il sostegno all’acquisto di parrucche – in misura non superiore a 300 euro – siano distribuiti nelle percentuali del il 66,67% per il sostegno all’acquisto di parrucche per trattamenti chemioterapici; del 22,22% per il sostegno all’acquisto delle parrucche per recidive tumorali; dell’11,11% per il sostegno all’acquisto delle parrucche per alopecia non tumorale.
Per l’anno 2025 lo stanziamento previsto è di 450.000 euro, a valere sul bilancio autonomo regionale, sarà così distribuito: 300.000 euro da destinare all’acquisto di parrucche per trattamenti chemioterapici; 100.000 euro da destinare all’acquisto di parrucche per recidive tumorali; 50.000 euro da destinare all’acquisto di parrucche per alopecia non tumorale.
Sono quindi stabiliti i requisiti di accesso ai contributi (essere residenti in Puglia, essere affetti da alopecia e aver acquistato una parrucca), le modalità di presentazione delle domande e di erogazione dei contributi da parte delle Asl.
Questo il commento della consigliera regionale e vicepresidente della Commissione Sanità, Lucia Parchitelli. “L’approvazione in Commissione Sanità del Regolamento per i contributi all’acquisto di parrucche per pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia o con recidive tumorali, e per persone colpite da alopecia non tumorale, è un segnale concreto di vicinanza per chi nella propria vita affronta momenti difficili. Non si tratta solo di un sostegno economico, bensì di un provvedimento importante che risponde a un’esigenza reale e spesso in secondo piano: il diritto a mantenere sempre la propria identità e dignità. Come vicepresidente della Commissione Sanità sono orgogliosa del risultato raggiunto, e per aver sostenuto con convinzione questa azione che rappresenta un passo in avanti per l’umanizzazione delle cure e nell’attenzione alle fragilità”.











