HomePoliticaScure della Consulta sulla legge Anti-Sindaci della Regione Puglia: è incostituzionale!

Scure della Consulta sulla legge Anti-Sindaci della Regione Puglia: è incostituzionale!

Una norma che apparentemente nessuno ha voluto, quella che avrebbe obbligato i sindaci pugliesi a dimettersi entro i sei mesi dalla data delle elezioni regionali pugliesi per eliminare l’impossibilità a candidarsi, eppure è stata votata dalla maggioranza del Consiglio Regionale.

Una norma che non è piaciuta innanzitutto ai sindaci, ma anche al Pd (che fa parte della maggioranza che ha votato la legge, però, n.d.r.) ed a tutta l’opposizione, e che tra l’altro si sapeva che sarebbe stata decapitata dalla Corte Costituzionale, ma che non si è avuto la forza (rectius i numeri) e soprattutto il coraggio politico di portare in aula e cancellare (come si potrebbe chiedere ai Consiglieri Regionali di togliere un vincolo molto importante a chi in una campagna elettorale rappresenterebbe probabilmente un grosso ostacolo alla propria eventuale rielezione?).

E puntualmente quest’oggi la a Legge Anti-Sindaci è stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta. Cassata dunque la norma della regione Puglia sui termini anticipati entro i quali i sindaci devono dimettersi per rimuovere l’impossibilità a candidarsi a presidente della Regione e a consigliere regionale.

La legge pugliese, soprannominata “anti-sindaci” prevedeva le dimissioni dei primi cittadini che intendono candidarsi alle regionali, 180 giorni prima della fine della legislatura. La Corte ha ritenuto che tale disciplina è “irragionevole e sproporzionata, e lesiva del diritto di elettorato passivo, in violazione degli articoli 3 e 51 della Costituzione”, accogliendo in pieno le osservazioni che sono arrivate dal Governo nazionale, ma anche dai Sindaci, che sono stati anche protagonisti di un simbolico sit-in di protesta alcuni mesi fa in Consiglio Regionale.

“La sproporzione – ha osservato la Corte – deriva innanzi tutto dalla notevole anticipazione del termine stabilito dal legislatore regionale rispetto al giorno fissato per la presentazione delle candidature, mentre altre normative regionali prevedono termini molto più contenuti. La sproporzione della norma deriva anche dal fatto che essa si applica indistintamente a tutti i sindaci, mentre altre leggi regionali limitano l’ineleggibilità ai sindaci di comuni con popolazione superiore a certe soglie”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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