Dopo giorni di silenzio, di schivate, di mezze ammissioni e di ammiccamenti, è lo stesso Antonio Decaro che rompe gli induci e chiarisce la sua posizione sulle prossime elezioni regionali.
Candidato presidente in petcore del centrosinistra praticamente da un anno a questa parte, non ha mai nascosto la sua voglia di tornare in Puglia da leader del centrosinistra, ma al tempo stesso le sue parole sono chiarissime: se sarà lui il candidato Presidente, deve esserlo al 100%, senza vincoli o condizionamenti da chi l’ha preceduto.
Il che tradotto significa a chiare lettere: niente candidature di Michele Emiliano e Nichi Vendola.
“Io non devo decidere nulla – ha scritto sui social questa mattina – io sono pronto a candidarmi alla presidenza della Regione Puglia. Credo di avere l’esperienza necessaria e un grande amore per questa terra e la sua gente”.
Ma c’è un ma… “Ma non basta. Ho detto da subito che per candidarmi devo sapere di poter guidare la Regione davvero, con piena libertà, guardando avanti e non indietro. Con il coraggio e la responsabilità di scrivere una pagina nuova. A Michele Emiliano e a Nichi Vendola mi legano stima e affetto sinceri, oltre che una storia comune di cui sono orgoglioso e che non rinnego. Ma io voglio essere un presidente libero, capace di assumermi fino in fondo la responsabilità delle scelte. Non voglio essere ostaggio delle decisioni di chi mi ha preceduto. La Puglia non ha bisogno di un presidente a metà”.
Se rinnovamento deve essere, dunque, che sia rinnovamento “vero” per Antonio Decaro.
“Non è una questione personale. È una questione politica, nel segno del rinnovamento. Non sono abituato a litigare, a protestare, a sgomitare per un posto al sole. Sono abituato a lavorare. Per questo fino a oggi ho scelto la strada del silenzio e del rispetto, nei confronti dei partiti, e dei pugliesi. Che oggi, però, meritano parole chiare”.
“Se non ci saranno le condizioni per tornare in Puglia, continuerò a lavorare lì, per la mia terra, sostenendo lealmente il candidato progressista alla guida della Regione. Perché nessuna ambizione personale può venire prima del bene più prezioso: il futuro dei pugliesi”.











