Se è pur vero che il Partito Democratico non ha potere “di veto” sui candidati degli altri partiti, è anche vero che si sta cercando una trattativa per la formazione di una coalizione di centrosinistra chiamata a proseguire nel governo della Regione Puglia.
Ma AVS, dal suo canto anche giustamente, vuole autonomia sulla presentazione delle sue liste, e per bocca del suo segretario nazionale Nicola Fratoianni ha confermato che Nichi Vendola ci sarà nelle sue liste alle prossime elezioni regionali.
Una presenza, però, che Antonio Decaro non vuole. Da una parte la tanto sbandierata “discontinuità” (nelle parole più che nei fatti e nelle politiche…), dall’altro la necessità di arrivare ad una coalizione unitaria alle elezioni regionali che, mai come questa volta, rappresentano un rebus politico a meno di due mesi dalla data del voto.
“Non sono insostituibile”. Antonio Decaro mette sul piatto il possibile passo indietro. A sera, mentre Elly Schlein con Giuseppe Conte è ospite di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli sul palco della festa Avs, l’europarlamentare dem non esclude di sfilarsi dalla partita delle regionali in Puglia. “Sono certa troveremo una soluzione”, assicura Schlein. Anche se la tensione continua ad aumentare nella vicenda pugliese.
Le parole di Decaro sono arrivate al termine di una lunga giornata in cui i vertici Avs hanno fatto muro sulla candidatura di Nichi Vendola. “Decaro è il candidato presidente a cui tutte le forze politiche hanno dato la loro fiducia dal primo momento”, dice Fratoianni. Ma, aggiunge, trovo “incomprensibile e impraticabile che la candidatura alla presidenza passi per il ritiro della candidatura di Nichi Vendola. Non c’è nessuna ragione. Quindi Avs sceglie di candidare Nichi Vendola”.
In serata, la replica di Decaro: “Non è una questione di veti. Sono mesi, però, che dico che con gli ex presidenti della Regione seduti in consiglio regionale io non mi sentirei libero di lavorare in modo sereno al futuro della Puglia. E per non creare problemi alla coalizione progressista e ai partiti che la compongono, fin dall’inizio ho detto che non sono né indispensabile, né tantomeno insostituibile”.
La formula usata dall’europarlamentare dem lascia aperti ancora margini. Schlein ha detto chiaramente che per il Pd il candidato è Decaro. “Sfilarsi sarebbe dire no alla segretaria -si osserva in ambienti parlamentari dem- Antonio si assume la responsabilità delle sue scelte”. E proprio con la segretaria, l’ex-sindaco di Bari si troverà faccia a faccia tra due giorni, venerdì sera, sul palco della festa regionale del Pd pugliese a Bisceglie dove con ogni probabilità sarà un po’ meno nebulosa la questione.
Chiaramente nel Partito Democratico ci sono tanti “piani B”. E nel caso Decaro si sfili, i piani B ventilati in questi giorni vanno dalla presidente del consiglio regionale, Loredana Capone, al vicepresidente Raffaele Piemontese fino a Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato, impegnato a tutto campo a sbrogliare la matassa pugliese e decisivo nel convincere Michele Emiliano al passo indietro. Ma Schlein si priverebbe di Boccia al Senato? si chiedono i parlamentari dem.
Certo una bella matassa da sbrogliare. E per fortuna stiamo parlando di alleati!











