Il 9 settembre 2025 segna ufficialmente la fine di un’era per la personalizzazione su Android. Dopo oltre un decennio di onorato servizio, Nova Launcher, un’icona amata da milioni di utenti, ha annunciato la sua chiusura definitiva. La notizia ha colpito come un fulmine a ciel sereno, confermando mesi di timori e speculazioni, e ha lasciato un vuoto profondo nel cuore di una community che considerava l’app un simbolo di libertà e controllo. La scomparsa del suo fondatore e sviluppatore, Kevin Barry, dal progetto ha posto il sigillo su un epilogo che molti temevano, trasformando l’addio in una sentenza senza appello.
La reazione del web è stata immediata e palpabile. Forum, come quello di Reddit, si sono riempiti di tributi e messaggi di sconforto, con gli utenti che hanno condiviso storie e ringraziamenti, definendo l’app un “launcher leggendario”. A dimostrazione della profonda disillusione, è stata lanciata una petizione su Change.org per chiedere che il codice del progetto venga reso open source, raccogliendo rapidamente migliaia di firme. Una richiesta disperata, che però sembra destinata a rimanere inascoltata, poiché l’azienda che detiene il progetto ha bloccato ogni tentativo in tal senso.
Il declino annunciato: un’acquisizione che ha tradito la fiducia
La parabola discendente di Nova Launcher non è stata un fallimento tecnologico, ma il risultato di una promessa aziendale infranta. Tutto è iniziato nel luglio del 2022, quando Branch Metrics, una società specializzata in strumenti di analytics, ha acquisito l’app. All’epoca, il fondatore Kevin Barry aveva rassicurato la comunità che nulla sarebbe cambiato per gli utenti, ma le reali intenzioni di Branch erano ben diverse.
L’amministratore delegato Alex Austin, infatti, aveva esplicitamente dichiarato che l’obiettivo non era coltivare Nova come prodotto a sé stante, ma usarlo come un “banco di prova” per ottenere feedback su nuove funzionalità da scalare su miliardi di dispositivi attraverso le collaborazioni con i produttori di smartphone. Nova era, in sostanza, uno strumento transitorio. Questa strategia si è palesata nel 2024, quando Branch ha licenziato oltre cento dipendenti, smantellando di fatto il team di Nova. L’app, che un tempo era un faro di innovazione, ha iniziato a mostrare i segni di questo abbandono, con gli utenti che lamentavano sui forum la mancanza di aggiornamenti e la comparsa di bug fastidiosi.
La delusione finale è arrivata con il tradimento della promessa di rendere Nova open source, un impegno che Branch aveva preso al momento dell’acquisizione in caso di disimpegno di Kevin Barry. Quando Barry ha tentato di mantenere fede a questa promessa, gli è stato impedito di farlo, mettendo fine a ogni speranza e confermando il disinteresse dell’azienda per la community che aveva reso il progetto un successo globale.
Un vuoto che nessuno può colmare
La perdita di Nova Launcher va oltre la semplice funzionalità. Per anni, l’app ha rappresentato il punto di riferimento per chi cercava un livello di personalizzazione e controllo che le interfacce predefinite dei produttori di smartphone non potevano offrire. Funzionalità come il posizionamento preciso delle icone, la personalizzazione dei gesti e la possibilità di salvare e ripristinare interi layout erano diventate standard di fatto, anche se il ruolo dei launcher di terze parti si è progressivamente ridotto con il miglioramento delle interfacce proprietarie.
La delusione degli utenti è stata amplificata dal lento e inesorabile declino, che li ha costretti a cercare alternative a malincuore. Molti hanno provato a passare a launcher predefiniti come Samsung OneUI o ad altre opzioni come Microsoft Launcher, ma hanno ammesso che nessuna è riuscita a eguagliare la profondità e l’intuitività che hanno reso Nova un’icona. L’addio di Nova Launcher non è solo la storia della fine di un’applicazione, ma il racconto di un’era per la personalizzazione su Android che si conclude, lasciando un vuoto che per gli appassionati più fedeli sarà difficile da colmare.











