Nella notte tra oggi e domani, tra sabato 25 e domenica 26 ottobre si dormirà un’ora in più. Alle 3 di mattina in punto, infatti, secondo le convenzioni, le lancette degli orologi si dovranno spostare indietro di un’ora, e per noi sarà tempo di lasciarci alle spalle la stagione “legale”, mentre entrerà in vigore l’ora “solare” che terminerà nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026.
Introdotta nel 1916 in Germania per motivi di risparmio energetico durante la guerra, l’ora solare consente di guadagnare un’ora di luce al mattino presto sacrificandone una nel tardo pomeriggio.
Un cambiamento di orario che da anni, in Europa, vede vivo il dibattito sulla sua possibile abolizione. Nel 2018 il Parlamento europeo ha abolito l’obbligo del cambio dell’ora, lasciando così la decisione a ogni singolo Paese membro dell’Ue. E la consultazione pubblica che ne seguì registrò un record di partecipazioni: 4,6 milioni di risposte, tre quarti dei partecipanti dichiararono di patire il cambio dell’ora e oltre l’80% chiedeva di abolirlo. Più della metà optava per l’ora legale permanente, 36% per quella solare.
In Italia Terna, la società che gestisce la trasmissione di energia elettrica, ha fatto il calcolo dei benefici dovuti ai sette mesi di ora legale che stanno per chiudersi. Si sono registrati minori consumi di energia per 310 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 120 mila famiglie con un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro.











