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Puglia, negli ultimi mesi quattro decessi per trattori ribaltati. Federacma: “basta rinvii su revisione mezzi”

L’ultimo episodio nelle campagne pugliesi. Un uomo di 54 anni ha perso la vita a Leporano, in provincia di Taranto, schiacciato dal trattore che stava guidando. Il mezzo si è improvvisamente ribaltato mentre lavorava in un terreno in via Gamberi. Inutili i tentativi di soccorso: il personale sanitario del 118 ha potuto solo constatare il decesso. Sul posto sono intervenuti anche carabinieri e vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato gli accertamenti.

Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, esprime cordoglio alla famiglia della vittima e rilancia l’allarme: in Puglia sono già quattro le morti per ribaltamento di trattore da giugno ad oggi.

“Non si può continuare a morire così – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. In pochi mesi abbiamo pianto un 63enne a Conversano (BA), un 21enne a Cerignola (FG), un 69enne a Castelluccio Valmaggiore (FG) e ora un altro lutto nel Tarantino. Tutto questo accade mentre l’obbligo di revisione tecnica dei mezzi agricoli è fermo da dieci anni, bloccato dall’assenza del decreto attuativo. Una responsabilità gravissima”.

Secondo i dati INAIL, ogni anno in Italia circa 100 persone muoiono a causa di incidenti con mezzi agricoli, e il ribaltamento del trattore è la prima causa. Federacma ricorda che la legge prevede già l’obbligo di revisione, ma mancano le istruzioni operative, le officine accreditate e la rete di controlli.

“Molti di questi mezzi – prosegue Borio – sono vecchi, instabili, privi di rollbar o cinture. Finché non si darà piena attuazione alla revisione, queste tragedie continueranno. Non basta il buon senso degli agricoltori: serve un sistema di prevenzione tecnico, capillare e obbligatorio”.

Federacma si dice pronta a collaborare con le istituzioni per costruire una rete di officine, controlli e formazione su tutto il territorio nazionale.

“La sicurezza – conclude Borio – non può dipendere dalla fortuna o dalla prudenza individuale. È un dovere dello Stato garantire condizioni minime di operatività sicura. Ogni giorno senza revisione è un rischio in più nei nostri campi”.

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Redazione
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