Passo importante per la valorizzazione del patrimonio culturale cittadino: è stato firmato l’atto con cui l’Agenzia del Demanio ha trasferito gratuitamente al Comune di Bari una parte dell’immobile “Isolato 49”, attuale sede del Museo Civico e della biblioteca comunale, grazie allo strumento del federalismo culturale.
L’iter per il trasferimento, a titolo non oneroso, dallo Stato al Comune, era partito lo scorso maggio 2024 con la firma dell’accordo di valorizzazione tra Agenzia del Demanio, Comune di Bari e Ministero della Cultura.
L’operazione riguarda una porzione del compendio “Isolato 49”, nel cuore del centro storico, dove dal 1977 ha sede il Museo Civico cittadino.
L’edificio, articolato su quattro piani e composto da fabbricati comunicanti costruiti in epoche differenti, è un tassello fondamentale del patrimonio architettonico di Bari Vecchia.
La parte trasferita comprende spazi espositivi, uffici, depositi, laboratori, la biblioteca comunale e una sala conferenze.
Il Comune di Bari, in quanto soggetto beneficiario, sarà responsabile della cura e manutenzione del bene, con l’obbligo di prevenire incendi, furti, vandalismi e garantire il decoro dell’edificio e degli spazi esterni.
Restauro, efficienza e nuove attività culturali
Tra gli obiettivi principali, l’amministrazione comunale punta a ottimizzare gli spazi interni e ad adeguare gli impianti per rendere più funzionali gli ambienti museali e bibliotecari.
Previsti anche interventi di restauro dei beni mobili, aggiornamento degli allestimenti e valorizzazione del patrimonio conservato.
Inoltre, il Museo Civico di Bari vedrà potenziata la propria programmazione con mostre temporanee, laboratori didattici, iniziative editoriali e attività divulgative destinate a consolidare il ruolo dell’“Isolato 49” come hub culturale e centro di aggregazione per cittadini e turisti.
Attualmente, il Museo Civico e la Biblioteca comunale sono aperti al pubblico grazie alla gestione affidata dal Comune di Bari al Consorzio IDRIA, in virtù dell’Accordo Speciale di Partenariato Pubblico-Privato stipulato ai sensi dell’art. 151 del Codice dei Contratti Pubblici, per una durata di 25 anni.
Questa operazione, resa possibile dal federalismo culturale, rafforza la collaborazione tra istituzioni statali e locali nella tutela e valorizzazione dei beni pubblici, e rappresenta un modello virtuoso di gestione condivisa del patrimonio culturale urbano.











