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La Puglia arretra inevitabilmente nella classifica sulla qualità della vita 2025 stilata da ItaliaOggi e Ital Communications in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Un’indagine ormai storica, giunta alla sua 27ª edizione, che analizza 107 province italiane attraverso 97 indicatori suddivisi in nove aree tematiche: lavoro, ambiente, sicurezza, reddito, istruzione, salute, turismo, popolazione e sicurezza sociale.
I numeri raccontano un quadro chiaro: la nostra regione è ben lontana dagli standard delle migliori realtà del Nord, con performance complessivamente insufficienti e un peggioramento marcato in alcune aree.
Puglia, il quadro generale 2025
Il dato più evidente riguarda la posizione delle singole province pugliesi:
Bari (Città Metropolitana): 66ª posizione – unica provincia pugliese nel cluster “accettabile”.
Lecce: 82ª posizione – rientra nella fascia “discreta”.
Barletta-Andria-Trani (BAT): 88ª
Brindisi: 89ª
Taranto: 101ª
Foggia: 104ª – in fascia “insufficiente” e tra le ultime in Italia.
Il peggior dato in assoluto è quello della Capitanata, che scivola dalla 93ª posizione del 2024 alla 104ª del 2025: un calo significativo che rispecchia un disagio sociale crescente e criticità strutturali non affrontate.
Cresce il divario nazionale
L’edizione 2025 conferma una tendenza consolidata: il Mezzogiorno, Puglia compresa, resta indietro.
Solo il 56% delle province italiane presenta livelli di qualità della vita “buoni” o “accettabili”, contro il 65% degli anni precedenti.
Le province del Nord continuano a dominare la classifica complessiva: Milano mantiene il primato nazionale. seguono Bolzano e Bologna, grazie alle performance eccellenti in servizi, redditi, infrastrutture e vitalità produttiva.
Nel frattempo, le ultime posizioni sono occupate da Caltanissetta (107ª), Crotone (106ª) e Reggio Calabria (105ª), tutte realtà meridionali, con Foggia non molto distante.
Come si posizionano le province pugliesi
🔹 Lavoro e affari
La Puglia paga un livello di sviluppo economico ancora debole: i primi posti sono dominati da Bolzano, Firenze e Prato, mentre le province meridionali restano in fondo alla classifica.
🔹 Ambiente
La regione mostra criticità in smaltimento rifiuti, inquinamento, consumo di suolo e carenze infrastrutturali. Bolzano, Bologna e Bergamo guidano la classifica; Puglia fuori dalle prime posizioni.
🔹 Sicurezza
Ascoli Piceno, Oristano e Potenza risultano le province più sicure. La Puglia alterna luci e ombre, con Bari e Foggia tra le realtà più problematiche per criminalità e reati predatori.
🔹 Sicurezza sociale e welfare
Anche in questa categoria il Mezzogiorno registra situazioni di sofferenza: i dati sui NEET, sulla mortalità per abuso di alcol e droga e sul sovraffollamento carcerario penalizzano molte province pugliesi.
🔹 Istruzione e formazione
Bologna e Milano guidano il settore. La Puglia rimane indietro per percentuale di laureati, competenze degli studenti e formazione permanente degli adulti.
🔹 Sistema salute
Ancona, Catanzaro e Siena sono in testa. La Puglia sconta limiti storici in dotazioni ospedaliere e mobilità sanitaria.
🔹 Turismo, cultura e intrattenimento
Il mercato turistico pugliese è vivace, ma la classifica premia gli ecosistemi culturali più solidi del Nord. Nessuna provincia pugliese entra nelle prime posizioni.
Perché la Puglia scivola indietro: analisi e tendenze
Secondo gli esperti coinvolti nell’indagine, le principali cause del ritardo pugliese sono:
Disparità territoriali persistenti tra aree urbane e vaste zone interne.
Basso reddito medio e faticosa crescita economica.
Servizi pubblici insufficienti, soprattutto in sanità e trasporti.
Infrastrutture carenti e lentezza nei processi di innovazione.
Elevato tasso di dispersione scolastica e competenze insufficienti dei giovani.
Emergenze sociali e aumento dei fenomeni di marginalità.
La Puglia conferma dunque una fragilità strutturale che la distanzia dalle province più dinamiche del Centro-Nord, pur mostrando segnali puntuali di avanzamento in specifici settori.Il quadro tracciato da ItaliaOggi e Ital Communications è chiaro: la Puglia ha ampi margini di miglioramento, ma necessita di interventi mirati in sviluppo economico, qualità dei servizi, sicurezza urbana, istruzione, sanità, politiche giovanili, governance territoriale.
Solo così potrà colmare il divario storico con le province più avanzate e valorizzare appieno le sue potenzialità culturali, economiche e turistiche.











