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Pagliaro (FdI) attacca sui Consorzi di Bonifica: “Tributo 630 è un sopruso, stop agli sprechi”

Un “regalo di Natale” amaro per gli agricoltori pugliesi. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, torna a sollevare il velo sulla gestione dei Consorzi di Bonifica, denunciando l’invio massiccio di ingiunzioni di pagamento relative al tributo 630. Un balzello che da anni divide la politica e il mondo agricolo, accusato di essere una tassa senza controprestazione.

L’attacco di Paolo Pagliaro: «Basta fare cassa sulle spalle degli agricoltori»

Le dichiarazioni di Pagliaro sono durissime e puntano il dito contro un sistema che, a suo dire, servirebbe solo a finanziare sprechi amministrativi piuttosto che opere di difesa del suolo. “Le ingiunzioni sono un chiaro tentativo di fare cassa a spese dei consorziati, nonostante le opere di bonifica continuino a restare ferme”, dichiara il consigliere. “Dal governo regionale si è alzato un muro rispetto alle mie richieste di sospendere le cartelle, che continuano a piovere a raffica benché non dovute”.

Pagliaro accusa inoltre il centrosinistra di un “inganno elettorale”, ricordando come l’azzeramento del tributo fosse parte del programma del PD, promessa che ad oggi risulterebbe disattesa.

La gestione del Consorzio: tra auto e consulenze

Al centro della polemica non c’è solo il tributo, ma anche il modo in cui verrebbero impiegate le risorse dell’ente. Pagliaro elenca una serie di presunte anomalie che alimentano la rabbia degli agricoltori:

  • La flotta di Panda: Un investimento da quasi 1,5 milioni di euro in 48 mesi per il noleggio di 98 auto ibride, che secondo il consigliere sarebbero ferme in un parcheggio a Nardò.

  • Nomine discutibili: Viene citata la nomina di un biologo marino (ex consulente Arif) come responsabile dell’area agraria.

  • Conflitti d’interesse: Il consigliere punta il dito contro il commissario Francesco Ferraro, coinvolto in una doppia funzione (direttore Arif e commissario Consorzio) e recentemente condannato dalla Corte dei Conti a risarcire 140mila euro per una consulenza ritenuta inutile.

Cos’è il Tributo 630 e perché è così contestato?

Per capire la portata della protesta, è necessario inquadrare la situazione dei Consorzi di Bonifica pugliesi. In Puglia, la riforma ha portato alla creazione del Consorzio Unico Centro Sud Puglia, che ha accorpato i vecchi enti (Arneo, Ugento Li Foggi, Stornara e Tara, Terre d’Apulia).

Il tributo 630 è il contributo richiesto ai proprietari di terreni e immobili per la manutenzione delle opere di bonifica e difesa idraulica (canali di scolo, paratie, impianti di sollevamento). Tuttavia, la giurisprudenza — inclusa una recente sentenza della Corte di Cassazione (dicembre 2023) e vittorie legali di testimonial d’eccezione come Al Bano — ha stabilito un principio chiaro: il tributo è dovuto solo se esiste un beneficio diretto e specifico per il terreno del contribuente.

In molte aree della Puglia, gli agricoltori denunciano canali ostruiti da vegetazione e detriti, che non solo non proteggono i campi, ma diventano un pericolo in caso di piogge torrenziali, rendendo la tassa, agli occhi dei cittadini, un’imposizione ingiusta.

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Redazione
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