Uno dei primi bubboni a cui sarà chiamato a mettere una pezza Antonio Decaro, che oggi pomeriggio si insedierà ufficialmente nel suo ruolo di Presidente della Giunta Regionale pugliese riguarda la gestione delle tariffe sui rifiuti in diversi comuni della Puglia, argomento che si complica molto dopo la determinazione dell’Arera, con conseguenze dirette sui bilanci comunali e sulle tasche dei cittadini. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente ha infatti respinto i piani economico-finanziari di 63 Comuni, documenti attraverso i quali erano state definite le tariffe della Tari.
La determinazione dello scorso 31 dicembre “reca determinazioni in ordine all’aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, proposto dall’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER), con riferimento a taluni Comuni del pertinente territorio, per il biennio 2024-2025”.
Secondo quanto rilevato dall’Autorità, le tariffe per la raccolta dei rifiuti urbani nel periodo 2024-2025 sarebbero state determinate in modo non conforme, chiamando in causa l’operato dell’Agenzia regionale per i rifiuti.
Per il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro si tratterebbe di “un caos annunciato, quello che si rischia in Puglia nelle tariffe per il servizio di raccolta rifiuti. L’Arera, l’Autorità per l’energia e l’ambiente, ha bocciato i pef, i piani economico-finanziari con cui ben 63 comuni hanno determinato la Tari a carico dei rispettivi cittadini. Arera accusa l’Ager, l’Agenzia regionale per i rifiuti, di aver definito in maniera illegittima le tariffe per i servizi di raccolta dei rifiuti urbani nel biennio 2024-2025.
Vengono ora al pettine i nodi che abbiamo evidenziato più volte nella determinazione dei costi Tari, e si annuncia un vero e proprio pasticcio amministrativo-giudiziario se, com’è prevedibile, i Comuni contestati da Arera ricorreranno al Tar per evitare di dover rideterminare la tassa sui rifiuti degli ultimi due anni, con tutto il caos che ne conseguirebbe.
Già due anni fa, a gennaio 2024, avevamo previsto salassi per le casse dei Comuni per i maggiori costi Tari, impegnando la Regione a farsene carico con una mozione che però non è mai stata discussa. Ad agosto 2024 scoppiò il bubbone dei maggiori costi imposti a molti Comuni per il conferimento dei rifiuti indifferenziati nelle discariche, i cosiddetti impianti “minimi”, come disposto dall’Ager con le determine di gennaio 2024. Denunciammo aumenti pesantissimi, una stangata dovuta alla mancata chiusura del ciclo dei rifiuti in Puglia, per lassismo o incapacità del centrosinistra che ha amministrato la Regione. Non si sono programmati e realizzati impianti pubblici alternativi alle discariche, come i termovalorizzatori di nuova generazione. E la raccolta differenziata resta a livelli bassi, seppur con qualche eccezione.
Sbrogliare questa matassa spetterà ora al neo presidente Antonio Decaro, che dovrà mettere ordine in una materia finora trascurata, ingrassando il partito delle discariche a danno delle tasche dei cittadini”.












