“Al momento si è aperta una fase di negoziazione ma non ci sono e non ci saranno impegni vincolanti del governo fino a quando non ci saranno risposte chiare su un solido piano industriale, sull’occupazione e sulla sicurezza ambientale”.
Queste le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di inizio anno parlando dell’ex Ilva di Taranto e della complessa vicenda dell’asset siderurgico italiano.
“Nessuna proposta che abbia un intento predatorio e opportunistico – ha aggiunto – potrà essere avallata da questo governo. Quando non ci sono gli annunci è perché ce ne stiamo occupando”.
Dal vicepresidente del M5S Mario Turco arriva a stretto giro il commento alle dichiarazioni della premier: “Le dichiarazioni della Presidente del Consiglio sono smentite dai fatti. Mentre rassicura l’opinione pubblica, il Governo è in trattativa con un fondo di investimento americano, soggetto privo di natura industriale e orientato a logiche finanziarie speculative di breve periodo”.
“Un fondo – prosegue Turco – opera per acquisire asset a valori simbolici, utilizzare risorse in questo caso anche pubbliche e dismettere al massimo rendimento. Parlare di tutela dell’interesse nazionale in questo contesto è mistificante. Ancora più grave è l’assenza di criteri vincolanti su investimenti, occupazione, piano industriale, penali e garanzie ambientali e sanitarie”.
“L’ex Ilva – ribadisce il senatore pentastellato – è stata progressivamente indebolita dalle scelte di questo Governo: nessun piano credibile di decarbonizzazione, un’AIA che prolunga l’uso del carbone, assenza di una strategia industriale e oltre 2,5 miliardi di euro di risorse pubbliche già sprecate. Non esistono vendite predatorie senza governi che creano le condizioni della svendita. Serve una vera strategia pubblica di riconversione industriale, coerente con i target e le prescrizioni europee, accompagnata da un piano di chiusura delle fonti inquinanti e da una riconversione economica, sociale e culturale dell’intero territorio. Basta propaganda sulla pelle dei cittadini di Taranto e del Paese.











