Si è svolto sabato 17 gennaio 2026, nella Sala Odegitria della Cattedrale di Bari, il convegno nazionale “Alleanza per la Speranza. Le Fondazioni con lo Stato e le Banche per prevenire l’usura”, organizzato in occasione del Trentennale della Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II”. L’iniziativa ha riunito istituzioni civili, autorità ecclesiali, rappresentanti del mondo bancario e della magistratura in un dialogo intenso sulle nuove sfide della prevenzione dell’usura e dell’azzardo.

Il convegno si è aperto con l’intervento del giornalista Toni Mira, che ha portato al centro della sala le storie delle persone incontrate in anni di lavoro sul campo. Storie di fragilità, di sovraindebitamento, di usura, di famiglie che hanno rischiato di perdere tutto. «Bisogna sempre partire da loro – ha ricordato – perché solo ascoltando le vite ferite si comprendono davvero gli effetti dei sistemi malati che vogliamo cambiare». Le vicende che Mira ha raccontato, rese possibili dalla libertà che il suo giornale gli ha sempre riconosciuto nel cercare le notizie dove spesso nessuno guarda, hanno mostrato il volto umano delle crisi economiche. Molte di quelle persone, ha sottolineato, sono state aiutate dalle Fondazioni antiusura: «Sono buone notizie che vanno raccontate, non sottaciute, perché mostrano che il riscatto è possibile quando qualcuno tende la mano
Subito dopo, il Presidente della Consulta Nazionale Antiusura, Luciano Gualzetti, ha offerto il quadro istituzionale e il senso profondo del Trentennale. Ci ritroviamo oggi per celebrare i trent’anni della Consulta. Ha ricordato come il Trentennale non sia soltanto un anniversario da celebrare, ma un’assunzione di responsabilità collettiva. «Ci ritroviamo oggi per celebrare i trent’anni della Consulta Nazionale Antiusura – ha affermato – un anniversario che non è soltanto memoria, ma responsabilità condivisa. Trent’anni di ascolto, di accompagnamento, di impegno concreto accanto alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di fragilità economica e sociale» Gualzetti ha sottolineato che questo incontro rappresenta un momento in cui istituzioni civili, Chiesa, enti locali e Fondazioni si ritrovano insieme per riaffermare un impegno comune verso le persone più fragili. Ha evidenziato come la presenza delle autorità presenti testimoni che la prevenzione dell’usura non sia un tema settoriale, ma una questione di dignità, di giustizia sociale e di coesione delle comunità. E ha ribadito che l’impegno della Consulta continua e continuerà accanto ai più vulnerabili, perché «la speranza non è un concetto astratto, ma un’azione quotidiana».
La relazione introduttiva di S.E. Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della CEI, ha offerto una riflessione ampia e profonda. Ha anzitutto ringraziato le Fondazioni antiusura per il lavoro svolto in questi anni, ricordando che la Chiesa cattolica ha sempre condannato l’usura. Ha sottolineato che non basta “fare del bene” o esercitare la carità: è necessaria una trasformazione dei modelli economici e culturali, perché sono le strutture profonde a dover essere modificate. Ha richiamato l’etica come responsabilità di tutte le persone che operano nell’economia e ha ricordato la vera vocazione della finanza, che non può perdere la sua funzione sociale: il credito come strumento di promozione umana, accompagnato dall’obbligo morale della restituzione.
La tavola rotonda ha poi intrecciato prospettive diverse, restituendo un quadro ricco e complesso del fenomeno. Il Diacono Paolo Giusto ha riportato alle origini della Consulta, ricordando la forza di un’intuizione che ha saputo trasformarsi in rete nazionale. La Prof.ssa Antonella Sciarrone Alibrandi, Giudice della Corte Costituzionale, ha definito le attività delle Fondazioni un modello esemplare dal punto di vista delle alleanze, sempre più necessarie nel campo della prevenzione. Ha aggiunto che la Legge 108/1996 necessita di una revisione, perché se alcune modifiche sono già state introdotte, restano ancora aspetti da aggiornare per rispondere alle nuove forme di vulnerabilità. Ha ricordato che l’usura è un fenomeno sommerso, che le persone spesso non denunciano, e che proprio per questo è fondamentale intervenire prima che qualcuno scivoli fuori dal circuito legale del credito.
Il Procuratore Capo Roberto Rossi ha affrontato il tema della tutela del credito dal punto di vista penale, soffermandosi anche sulla cartolarizzazione del credito speculativo, un ambito delicato su cui – ha osservato – manca ancora una vera discussione politica. Ha inoltre messo in evidenza la questione dell’azzardo legale, definendolo come un sistema che, pur essendo normato, produce vulnerabilità e terreno fertile per forme di indebitamento patologico che possono sfociare nell’usura.
Il Dott. Silvio D’Amico, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha offerto uno sguardo sulle prospettive normative future, soffermandosi anch’egli sulla Legge 108/96. A proposito di prevenzione, ha reso noto un dato significativo: ancora oggi il 2,8% delle famiglie italiane non possiede un conto bancario o postale, una percentuale che sale al 6,2% nel Sud e nelle Isole. Un indicatore che mostra quanto sia urgente rafforzare gli strumenti di inclusione finanziaria per evitare che le persone più fragili scivolino verso circuiti informali e rischiosi.
Il Dott. Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale Vicario dell’ABI, si è soffermato sul tema del merito creditizio, ricordando che troppo spesso accade che il credito venga concesso a chi non avrebbe diritto e negato invece a chi ne avrebbe reale necessità. Ha sottolineato che servono competenza e tempestività nelle valutazioni, perché un credito dato o negato nel momento sbagliato può cambiare il destino di una famiglia. Ha richiamato anche l’importanza dell’educazione finanziaria, indispensabile per rendere le persone più consapevoli e meno vulnerabili.
Il sociologo Maurizio Fiasco ha ampliato lo sguardo sulle fragilità del Paese, ricordando che circa due milioni di persone si trovano oggi in una condizione di rischio finanziario. Tra queste, ha sottolineato, ci sono famiglie che perdono la casa all’asta senza ottenere la liberazione dal debito, rimanendo intrappolate in una spirale di vulnerabilità che può aprire la strada all’usura.
Uno dei momenti più intensi del pomeriggio è stata la proiezione dell’estratto del recente discorso di un estratto del Discorso che Papa Leone XIV ha rivolto alla Consulta Nazionale Antiusura il 18 ottobre 2025: parole che accompagnano e orientano, i volontari delle Fondazioni Antiusura richiamando alla responsabilità, alla misericordia e alla cura delle persone più fragili.
Il commento di S.E. Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari‑Bitonto, ha aggiunto una profondità ulteriore al pomeriggio. Il suo intervento, dal titolo “Sciogliere le catene inique: la misericordia che libera”, ha invitato a leggere l’impegno contro l’usura non solo come un dovere civile, ma come un gesto evangelico: un’opera di liberazione, di prossimità e di speranza concreta. Le sue parole hanno intrecciato il messaggio del Santo Padre con le sfide del territorio, ricordando che la misericordia non è un sentimento astratto, ma un’azione che restituisce futuro a chi rischia di perderlo.
Hanno portato il loro saluto istituzionale la Dott.ssa Antonella Bellomo, Presidente della Fondazione San Nicola e Santi Medici, il Prefetto di Bari, Dott. Francesco Russo, e il Prof. Nicola Grasso, Assessore ai Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza e all’Antimafia Sociale del Comune di Bari, che hanno portato la voce delle istituzioni locali e nazionali, confermando l’importanza di un’alleanza stabile e condivisa nella prevenzione dell’usura.
Le celebrazioni del Trentennale sono proseguite domenica 18 gennaio 2026, con la Santa Messa di ringraziamento presieduta da S.E. Mons. Satriano nella Cattedrale di Bari, momento conclusivo di due giornate dedicate alla memoria, alla responsabilità e alla speranza.
L’iniziativa è stata coordinata dalla Dott.ssa Michela Di Trani, Portavoce della Consulta e curatrice del volume La Speranza.











