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Operazione “Game Over”: maxi frode IVA a Barletta, sequestro record da 30 milioni di euro

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani (BAT) ha inferto un colpo durissimo a un’articolata organizzazione criminale dedita all’evasione fiscale internazionale. L’indagine, denominata convenzionalmente “Game Over”, ha portato al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 30 milioni di euro, smascherando una vera e propria “galassia societaria” creata ad hoc per frodare il Fisco.

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha colpito un nucleo familiare di imprenditori che gestiva un complesso sistema di società interconnesse.

Una “Galassia” di società per nascondere il profitto illecito

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai Finanzieri del Gruppo Barletta, il gruppo d’affari operava attraverso una struttura definita dagli inquirenti come una “supersocietà di fatto”. Nonostante le diverse sigle formali, le aziende venivano gestite in modo unitario per frammentare il patrimonio e rendere difficile l’individuazione del reale centro di comando.

Il meccanismo fraudolento si poggiava su tre pilastri:

  1. Società “Cartiere”: Intestate a prestanome, queste aziende esistevano solo sulla carta e servivano a emettere fatture per operazioni inesistenti.

  2. Società Operative: Attive principalmente nel settore del commercio ittico all’ingrosso, utilizzavano le false fatture per abbattere l’imponibile e non pagare l’IVA.

  3. Società “Cassaforte”: Strutture create per schermare e proteggere le ricchezze accumulate, investendo i proventi illeciti in immobili, auto di lusso e imbarcazioni.

I numeri della frode: 60 milioni di fatture false

Il cuore del sistema era l’evasione dell’IVA e delle imposte sui redditi. Gli accertamenti tecnici hanno permesso di quantificare l’emissione e l’utilizzo di fatture false per circa 60 milioni di euro. Una volta accumulati debiti tributari insostenibili, le società “cartiere” venivano poste in liquidazione e cessate, nel tentativo di cancellare ogni traccia e sottrarsi ai controlli dell’Erario.

Il “tesoro” sequestrato: dalle barche di lusso ai conti correnti

L’operazione della Guardia di Finanza non si è limitata alla denuncia dei responsabili, ma ha puntato a colpire il patrimonio accumulato. L’esecuzione del decreto di sequestro ha permesso di apporre i sigilli a un ingente patrimonio:

  • 10 beni immobili di pregio;

  • 36 autovetture;

  • 1 imbarcazione di lusso;

  • 29 quote societarie;

  • 83 conti correnti e disponibilità liquide;

  • Monili d’oro e altri beni di valore.

Sette indagati per reati gravi

Le indagini finanziarie hanno portato alla contestazione di gravi ipotesi di reato a carico di sette soggetti. Le accuse, a vario titolo e in concorso tra loro, includono:

  • Bancarotta fraudolenta;

  • Autoriciclaggio;

  • Emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti;

  • Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte;

  • Trasferimento fraudolento di valori.

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