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Non c’è festa senza sicurezza, specialmente quando di mezzo c’è la salute dei più piccoli. Con l’arrivo del Carnevale e della ricorrenza di San Valentino, i finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno intensificato i controlli su tutto il territorio metropolitano. L’operazione, volta a contrastare la commercializzazione di prodotti potenzialmente nocivi, ha portato al sequestro amministrativo di circa 200.000 articoli non conformi agli standard di sicurezza.
I numeri del blitz: maschere e gadget nel mirino
L’attività ispettiva, coordinata dal Nucleo Operativo Metropolitano di Bari, ha interessato complessivamente 15 attività commerciali distribuite capillarmente nella provincia. Il bilancio della merce sottratta agli scaffali è ingente: 185.000 articoli di Carnevale: tra cui maschere, costumi, accessori e giocattoli destinati principalmente ai bambini: 15.000 prodotti per San Valentino: gadget e articoli da regalo dedicati alla “festa degli innamorati”.
Operazione “Sicurezza”: le città coinvolte
I controlli non si sono limitati al capoluogo, ma hanno visto impegnati i reparti della Guardia di Finanza in diverse circoscrizioni di competenza. Le verifiche hanno toccato i comuni di: Altamura, Molfetta, Monopoli Bitonto, Gioia del Colle, Mola di Bari e Putignano.
Perché i prodotti erano pericolosi?
La sicurezza del consumatore passa dal rispetto di norme precise. La merce sequestrata è risultata irregolare per due motivi principali: Omessa marcatura CE: la mancanza del marchio che garantisce la conformità ai requisiti di sicurezza europei. Violazione del Codice del Consumo: il mancato rispetto delle disposizioni nazionali che regolano la trasparenza e le informazioni minime da fornire all’acquirente.
Questi prodotti, non essendo stati sottoposti ai test di laboratorio previsti, rappresentano un potenziale rischio per la salute, con particolare riferimento ai materiali utilizzati per i costumi dei bambini, che potrebbero risultare infiammabili o tossici. Le irregolarità sono state prontamente segnalate alla Camera di Commercio per l’irrogazione delle relative sanzioni.











