Da mito a leggenda. La storia degli 883 e di Max Pezzali è un po’ la storia di tutti noi. Un’affascinante colonna sonora che ha accompagnato la vita di tanti, tra gioie e dolori, negli ultimi 30 anni. Note e parole rimaste incastonate nell’immaginario collettivo e che, con grande semplicità e chiarezza, raccontano emozioni, dubbi, timori quotidiani.
Max ha messo nero su bianco la sua autobiografia nel libro “I cowboy non mollano mai”, edito da Magazzini Salani, per ripercorrere i titubanti esordi, i primi successi, la consacrazione nel panorama musicale nazionale ed internazionali, i grandi concerti negli stadi.
Pezzali nasce a Pavia da una famiglia di piccoli commercianti, sempre impegnati a far tornare i conti nel loro negozio di fiori. Nascosto dietro spessi occhiali da vista, odia ogni tipo di sport e passa il tempo in soffitta a montare e smontare modellini di aeroplani, sognando i cowboy e giocando con i soldatini.
Il suo compagno di banco si chiama Mauro e hanno una cosa in comune: vogliono scappare da lì, dai pregiudizi della gente e della loro città tronfia e paninara. E così decidono di fare musica, per costruire qualcosa che li rappresenti davvero.
Max Pezzali, con stile franco, diretto e scanzonato, riporta a galla i ricordi legati alla famiglia, agli amici, al flirt con il rap, alla prima comitiva, alle serate al bar e a quelle trascorse in cantina con Mauro, a scrivere canzoni e a sognare l’America. E poi arriva il successo improvviso e l’epoca d’oro degli 883, l’esperienza alla Croce Rossa, le Harley, le donne, le piccole sfide quotidiane e i grandi viaggi per capire il mondo. Per continuare con la carriera da solista, le tournée nei palazzetti e i rapporti non sempre facili con la critica, fino alla consacrazione definitiva degli ultimi anni.
Dagli 883 ai grandi stadi, passando per una delle serie televisive di maggior successo degli ultimi anni, Max Pezzali è la dimostrazione che la musica può superare il tempo e unire le generazioni. Le sue melodie hanno segnato l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta di milioni di persone, rendendolo un’icona senza tempo e una leggenda della cultura italiana.











