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Il verdetto della scienza europea è arrivato con rinnovata chiarezza: non esiste una cura risolutiva contro la Xylella fastidiosa. Nonostante le numerose sperimentazioni agronomiche avviate negli ultimi anni nel Salento e nel resto della Puglia, l’Unione Europea ha ribadito che nessun trattamento è attualmente in grado di eliminare il batterio dalle piante ospiti.
Il parere dell’EFSA: cure sintomatiche, non risolutive
Secondo le bozze degli ultimi pareri scientifici dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), i trattamenti testati — inclusi protocolli basati su nutrienti, microrganismi o sostanze naturali — hanno mostrato una parziale capacità di ridurre i sintomi visibili del disseccamento. Tuttavia, l’efficacia nell’eradicare il patogeno dal sistema linfatico dell’ulivo è nulla.
Questo significa che una pianta trattata può apparire più vigorosa, ma rimane una fonte di contagio per gli insetti vettori (come la sputacchina della xylella), alimentando la diffusione dell’epidemia verso il Nord della Puglia.
Nuove strategie: verso la riduzione delle aree di abbattimento
Se da un lato l’UE chiude alle “cure miracolose”, dall’altro apre a una revisione delle misure di contenimento. La novità più rilevante riguarda la possibile riduzione del raggio di abbattimento obbligatorio attorno alle piante infette.
Grazie ai dati raccolti dai monitoraggi, Bruxelles sta valutando di accogliere le richieste degli olivicoltori pugliesi, riducendo le aree di taglio preventivo per rendere la gestione dell’emergenza meno impattante sul paesaggio e sull’economia locale.
Confagricoltura Bari-Bat: necessario lavorare sulla prevenzione
La conferma da parte dell’Unione europea dell’assenza di cure efficaci contro la Xylella fastidiosa ribadisce la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle misure di prevenzione e contenimento del batterio. Allo stesso tempo, l’apertura alla possibile riduzione dell’area di taglio intorno alle piante infette rappresenta un elemento di aggiornamento importante nell’approccio alla gestione fitosanitaria.
“La presa d’atto dell’assenza di cure – dichiara il presidente di Confagricoltura Bari-Bat, Massimiliano Del Core – conferma quanto la comunità scientifica sostiene da anni: la strategia deve continuare a basarsi su monitoraggio rigoroso, prevenzione e interventi tempestivi. La possibilità di ridurre il raggio di abbattimento, nel rispetto delle evidenze scientifiche, può contribuire a rendere le misure più proporzionate, salvaguardando al contempo le aziende agricole”.
L’impatto della diffusione della Xylella fastidiosa ha inciso in modo significativo sul tessuto produttivo e sul patrimonio olivicolo regionale, con ricadute economiche e sociali rilevanti anche nei territori di Bari e della BAT.
“In questa fase – conclude Del Core – è fondamentale un’azione coordinata tra istituzioni europee, nazionali e regionali, insieme alle organizzazioni di rappresentanza e al mondo produttivo. Siamo a disposizione per lavorare insieme al comitato scientifico regionale e dare il nostro contributo affinché le misure e gli interventi previsti dall’assessorato a sostegno degli agricoltori siano sempre più efficaci per la gestione del problema. Crediamo sia positiva l’idea di affidare la manutenzione di aree verdi pubbliche proprio agli agricoltori, da sempre in prima linea quando si tratta di presidio del territorio. Solo attraverso una strategia condivisa e strutturale sarà possibile accompagnare la ripresa dell’olivicoltura e tutelare un comparto strategico per l’economia e il paesaggio della nostra regione”.i











