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Il tavolo del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica svoltosi nella giornata di ieri a Bari si è chiuso con la consueta promessa e con l’annuncio di un imminente potenziamento degli organici. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha acceso i riflettori sulle province di Bari, Foggia e Barletta-Andria-Trani, territori logorati da una pressione criminale che spazia dalla spietata quarta mafia foggiana alla crescente e preoccupante violenza giovanile.
Tra le tremila e le quattromila nuove unità di polizia e carabinieri usciranno in estate dai corsi di formazione nazionali, ma la Puglia deve accontentarsi, per ora, di una “attenzione particolare” piuttosto che di una quota blindata. La strategia del Viminale si muove sul filo del pragmatismo e della flessibilità: nessun automatismo numerico nella programmazione definitiva, bensì l’invio di contingenti stagionali legati ai flussi turistici e l’impiego a rotazione dei Reparti Prevenzione Crimine. Una risposta flessibile che tenta di tamponare quel “bisogno avvertito di presenza” in una regione dove la percezione dell’insicurezza viaggia a una velocità decisamente superiore rispetto alle statistiche ufficiali sugli organici.
Market solidale inaugurato a Brindisi
Sempre ieri, a Brindisi, il ministro Piantedosi ha presenziato alla inaugurazione di immobile un tempo nelle mani della malavita locale, simbolo di sopraffazione e illegalità, trasformato in un presidio di speranza e sostegno per le fasce più deboli della popolazione, con il nuovo market solidale comunale situato in via Remo al civico 49. Un’inaugurazione blindatissima, che ha visto lo schieramento di un ingente dispositivo di sicurezza a tutela del titolare del Viminale, con l’interdizione temporanea al traffico veicolare delle arterie limitrofe per consentire il regolare svolgimento della cerimonia e l’afflusso delle massime autorità regionali e provinciali. È stato il sindaco Marchionna a illustrare il funzionamento del nuovo emporio solidale di via Remo. La struttura non sarà un semplice punto di distribuzione assistenziale, ma un modello di inclusione programmata. Il Comune ha previsto l’accesso per 50 famiglie del territorio in stato di accertata difficoltà economica, attraverso una rotazione ogni due mesi studiata per consentire progressivamente a più nuclei familiari di ricevere supporto e superare le fasi emergenziali.
6,5 milioni per la videosorveglianza predittiva
Se il fattore umano resta legato alle contingenze romane, è sulla tecnologia che il Viminale tenta lo scatto di qualità per blindare i territori più impervi. Piantedosi mette sul piatto della bilancia un asse finanziario robusto, proponendo alla Regione Puglia un accordo quadro da 6,5 milioni di euro a valere sui fondi di coesione, che si andranno a sommare ai 20 milioni già stanziati nell’ultimo triennio. La vera svolta geopolitica del controllo del territorio non risiede però nei meri capitoli di spesa, ma nella natura stessa degli strumenti: non più telecamere passive, ma sistemi di videosorveglianza intelligente in grado di effettuare la lettura automatica delle targhe e il monitoraggio antropometrico. È la risposta dello Stato a una rete di enti locali strutturalmente asfittica e nell’impossibilità economica di manutenere i propri apparati di sicurezza. Un’iniezione di intelligenza artificiale che punta a colmare il vuoto di controllo in quelle periferie sociali ed economiche dove la criminalità organizzata ha storicamente sostituito le istituzioni.
L’allarme sociale di Decaro e il nodo irrisolto dell’antimafia sociale
A tracciare la linea di faglia tra la risposta muscolare dello Stato e la realtà del tessuto sociale è il presidente della Regione, Antonio Decaro, che da Brindisi — non a caso dall’inaugurazione di un mercato solidale in un bene confiscato — lancia un monito politico che interroga le coscienze delle istituzioni. L’omicidio del giovane Bakari Sako a Taranto, unito alla sequenza di agguati mafiosi che ha insanguinato Bisceglie, Foggia e lo stesso capoluogo ionico, solleva il velo sulla vera emergenza strutturale: la devianza minorile e la radicalizzazione della violenza tra i giovanissimi. La riflessione del governatore pugliese sposta l’asse del dibattito oltre la mera repressione poliziesca. Accanto ai droni e alle telecamere intelligenti del Viminale, la Regione rivendica la propria trincea normativa e finanziaria attraverso l’antimafia sociale, forte di un investimento da 11 milioni di euro per la rifunzionalizzazione di undici beni sottratti ai clan. La sfida per il controllo della Puglia, dunque, resta aperta e si gioca su due binari paralleli: la tecnologia di controllo del governo e la capacità della politica locale di sottrarre la manovalanza giovanile alle geometrie del malaffare.
Plauso di D’Attis per le parole del ministro Piantedosi
Intanto arriva il plauso del vicepresidente della Commissione Antimafia, l’on Mauro D’Attis di Forza Italia alle parole del ministro dell’Interno ieri in Puglia. “Più uomini delle forze dell’ordine in Puglia e ingenti risorse per implementare i sistemi di video sorveglianza: sono solo alcuni degli impegni assunti dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che conferma l’attenzione del governo per la nostra Regione. E’ stata una giornata importante sul fronte della sicurezza e della lotta alla criminalità organizzata con un confronto serio e concreto tra tutti gli attori istituzionali. Sono anche fiero per un’iniziativa unica nel suo genere e così importante per la comunità che è stata realizzata nella città di Brindisi: con il ministro abbiamo visitato il supermarket solidale, che apre i battenti in un bene confiscato alla mafia. Solidale perché sarà a disposizione delle fasce meno abbienti che potranno fare la spesa con dei punti caricati sulla tessera sanitaria, che verrà ricaricata ogni due mesi. Un risultato lodevole che dobbiamo al ministro Piantedosi, al commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, Paola Spena, e al sindaco di Brindisi Pino Marchionna. Una collaborazione istituzionale che ha consentito di mettere in campo una misura di welfare assolutamente innovativa e di straordinario valore sociale”.











