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Taranto, paura all’ex Ilva: si apre una voragine nello stabilimento. Sindacati: “Sicurezza a rischio”

Ancora un episodio all’interno dello stabilimento ex Ilva (oggi Acciaierie d’Italia) che mette in dubbio la sicurezza dei lavoratori. Durante il turno di notte dell’8 marzo, tra sabato e domenica scorsa una profonda voragine si è aperta improvvisamente nel suolo aziendale, alimentando la tensione in un clima già pesantemente segnato dalla recente tragedia costata la vita all’operaio Loris Costantino.

Il cedimento stradale tra Treno Nastri 2 e Deposito Bramme

Il collasso del manto stradale si è verificato in un’area nevralgica per la logistica interna: il tratto che costeggia i reparti Treno Nastri 2 e Deposito Bramme 2. Il cratere, profondo diversi metri, ha destato immediato allarme tra i lavoratori presenti, che hanno documentato l’accaduto con scatti fotografici che mostrano l’entità del pericolo.

Secondo quanto denunciato dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) delle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Usb, la voragine non sarebbe un evento imprevedibile. Le immagini diffuse evidenziano un dettaglio inquietante: l’asfalto franato presenta una colorazione sensibilmente più scura rispetto alla carreggiata circostante.

«Quel tratto era stato oggetto di un recente intervento di ripristino», spiegano i lavoratori. Il cedimento improvviso suggerisce che le opere di manutenzione siano state semplici “rattoppi” superficiali, incapaci di reggere il peso delle attività industriali e il passaggio dei mezzi pesanti.

Un clima teso dopo la morte di Loris Costantino

L’episodio della voragine cade a pochissimi giorni dal grave lutto che ha colpito la comunità tarantina e l’indotto della fabbrica. Il 36enne Loris Costantino, dipendente della ditta Gea Power, ha perso la vita precipitando da un’altezza di oltre dieci metri dopo il cedimento di un piano di calpestio.

La ricorrenza di cedimenti strutturali — prima in quota e ora nel sottosuolo — conferma, secondo i sindacati, uno stato di degrado infrastrutturale non più tollerabile. La paura per la propria incolumità fisica è diventata una costante per chi varca i cancelli dello stabilimento.

La denuncia dei sindacati: «Interventi immediati»

Le sigle Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno inviato una segnalazione urgente ai vertici aziendali e ai commissari straordinari, chiedendo una verifica strutturale immediata di tutte le arterie viarie interne, il monitoraggio dei piani di calpestio e delle aree soggette a manutenzione recente, garanzie concrete sulla tenuta degli impianti per la tutela dei lavoratori.

Il rischio, denunciano i rappresentanti, è che la politica del risparmio sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie continui a tradursi in un pericolo costante per la vita umana.

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