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Le urne di domenica e lunedì scorso consegnano all’Italia un’immagine vivida e in parte inaspettata: quella di un elettorato che, dopo anni di astensionismo galoppante, è tornato a far sentire la propria voce. Sebbene i quesiti referendari sulla giustizia abbiano visto la prevalenza del No, il vero protagonista di questa tornata è stato il dato dell’affluenza, che segna una netta inversione di tendenza rispetto al passato recente.
Il “risveglio” della partecipazione: i dati a confronto
Per comprendere la portata del fenomeno, occorre guardare i numeri di Eligendo in una prospettiva storica. La partecipazione nazionale si è attestata al 58.93%, un dato che, pur restando inferiore al 63,9% delle Elezioni Politiche del 2022, rappresenta un autentico “boom” se confrontato con le ultime chiamate referendarie abrogative.
| Consultazione | Affluenza Italia | Esito / Quorum |
| Referendum Giustizia 2026 | 58.93% | Quorum raggiunto (non serviva)/ Prevale il NO |
| Referendum Lavoro/Cittadinanza 2025 | 30,6% | Quorum non raggiunto |
| Referendum Giustizia 2022 | 20,9% | Quorum non raggiunto |
| Elezioni Politiche 2022 | 63,9% | – |
Il salto rispetto al misero 20,9% del 2022 e al 30,6% del 2025 è evidente: quasi tre italiani su cinque si sono recati alle urne, segnale di un dibattito pubblico che è riuscito a scavalcare il muro dell’indifferenza, o di un chiaro indice di politicizzazione di un quesito referendario che, volente o nolente, si è trasformato in una valutazione sul Governo, di fatto confermando una sostanziale spaccatura a metà tra chi sostiene Giorgia Meloni e chi la vorrebbe superare.
La Puglia: un dato solido nonostante il divario territoriale
In Puglia, l’andamento del voto ha seguito la scia nazionale pur con le consuete flessioni meridionali. L’affluenza regionale si è fermata al 52.03%, un dato che Eligendo evidenzia come superiore di quasi 10 punti rispetto alle consultazioni referendarie del 2025 (ferme al 29-30% circa).
All’interno della regione, si nota una distribuzione “a macchia di leopardo”:
Bari si conferma la più attiva con un’affluenza del 53.89%.
Lecce segue con dati simili, toccando punte del 53.78% in comuni come Zollino.
Foggia e la BAT registrano invece una partecipazione più contenuta, oscillando tra il 48.20% e il 52.54%.
- Taranto si divide quasi esattamente tra chi va al voto e chi sceglie di non votare, con il 50.72%.
Il Verdetto: il “No” vince ma la discussione resta aperta
Nonostante l’alta partecipazione, i sostenitori del cambiamento non sono riusciti a convincere la maggioranza dei votanti. A livello nazionale, il No ha prevalso quando ufficialmente manca soltanto una sezione alla fine dello scrutinio, con il 53.23% dei voti, pari a 15.084.027 preferenze, a fronte dei 13.251.848 di voti ottenuti da Si.
In Puglia, il rifiuto delle proposte abrogative è stato ancora più marcato. Complessivamente i pugliesi si sono espressi al 57.14% per il No ed al 42,86% per il Si. A Bari, il fronte del No ha superato il 60%, attestandosi al 60,27% e confermando una tendenza conservativa rispetto all’assetto giudiziario proposto. Il Governatore Decaro, commentando i dati nel seggio di Bari, ha sottolineato come la consultazione si sia trasformata in una vera “battaglia di parte”, capace però di mobilitare oltre 1,2 milioni di pugliesi.
Il voto nelle altre provincie pugliesi non è stato dissimile: nella Bat il No ha guadagnato il 56,88% dei consensi, a Brindisi No al 56.58%, Foggia al 55.42%, Lecce al 53.95% e Taranto al 56.71%. Un trend confermato in ogni provincia pugliese, dove il No ha prevalso senza dubbi sull’alternativa di riforma referendaria proposta da maggioranza e Governo.
Conclusioni
Il referendum del 2026 non ha cambiato le leggi, ma ha cambiato il clima politico. Il dato su cui maggiormente occorre riflettere è un chiaro riavvicinamento degli elettori allo strumento referendario. Cosa che suggerisce che, quando i temi toccano nervi scoperti della società, la risposta democratica non tarda ad arrivare. Resta il nodo di un’Italia divisa, con un Nord che viaggia oltre il 50% di affluenza e un Sud che, pur crescendo, fatica ancora a superare la soglia psicologica della metà degli aventi diritto.











