HomeCronacaLecce, arrestato l'influencer Salvatore Mazzotta per droga

Lecce, arrestato l’influencer Salvatore Mazzotta per droga

Dalla ribalta dei social alle ombre della cronaca giudiziaria: un passaggio che ha portato all’arresto per Salvatore Mazzotta, il 65enne di Carmiano noto a tutti come “Totò”. L’uomo, che si era costruito un seguito di oltre 45mila follower definendosi il “maschio alfa dello scherzo”, è finito in manette giovedì mattina. I militari del Gico di Lecce lo hanno intercettato nei pressi della sua abitazione, in un quartiere periferico del capoluogo, mettendo fine alla sua parabola mediatica nel modo più inaspettato.

L’operazione della Guardia di Finanza è scattata mentre Mazzotta stava per salire in auto. Durante la perquisizione, i finanzieri hanno rinvenuto un involucro contenente un chilo e mezzo di cocaina, una quantità che, se immessa sul mercato al dettaglio, avrebbe potuto fruttare oltre 200mila euro. Su disposizione della pm Rosaria Petrolo, il “re delle candid camera” è stato trasferito nel carcere di Borgo San Nicola con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in attesa dell’udienza di convalida che definirà la sua posizione.

Le indagini sono ora nel pieno del loro svolgimento per chiarire il ruolo effettivo del 65enne nel panorama criminale locale. Gli inquirenti hanno infatti sequestrato il suo cellulare: l’obiettivo è analizzare i contatti e ricostruire la rete di approvvigionamento della droga. Resta da capire se Mazzotta agisse autonomamente o se il suo ruolo fosse quello di “custode” della sostanza per conto di terzi. Quel che è certo è che lo stupore tra i suoi seguaci è enorme, visto il contrasto stridente tra la sua attività di intrattenitore e la gravità del reato contestato.

L’episodio getta inoltre una luce sinistra su un precedente recente: lo scorso 30 novembre, Mazzotta era stato denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale dopo uno scherzo ai danni di un poliziotto. In quell’occasione l’influencer aveva professato il suo massimo rispetto per le divise, una dichiarazione che oggi, tra le mura del carcere, suona quantomeno paradossale. Per il capoluogo salentino, abituato a sorridere per le sue incursioni goliardiche nei bar della città, è il sipario che cala drasticamente su una vicenda che di divertente non ha più nulla.

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Redazione
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