HomeCronacaOspedale di Scorrano: se il Diritto alla Salute resta "bloccato" in ascensore

Ospedale di Scorrano: se il Diritto alla Salute resta “bloccato” in ascensore

Non è la trama di un film, ma la realtà quotidiana del presidio ospedaliero di Scorrano, in Salento. Le ultime denunce dipingono un quadro di degrado che va ben oltre il semplice disservizio tecnico, configurandosi come una vera e propria barriera architettonica e civile.

Il cuore del disagio: una struttura che respinge

L’accesso alle cure, in questo ospedale, sembra essere diventato un percorso a ostacoli. I punti critici emersi delineano un’emergenza manutentiva cronica: Ascensori fuori uso: Elevatori inutilizzabili che paralizzano lo spostamento di pazienti e personale. Natura selvaggia: L’immagine simbolo della crisi è un elevatore esterno ormai “inghiottito” dalla vegetazione, segno tangibile di un abbandono che dura da anni. Infiltrazioni e degrado: Ambienti compromessi dall’umidità e percorsi interni che risultano impraticabili, specialmente per le persone con disabilità.

Questa situazione non è solo un “fastidio logistico”, ma un ostacolo che dilata i tempi di intervento e mina la sicurezza di chi nell’ospedale lavora e di chi vi cerca cure. Quando l’architettura di un ospedale fallisce, a crollare è il patto di fiducia tra cittadino e Stato.

Il Commento di Romano Pesavento

Il Presidente Nazionale CNDDU (Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani) ha così commentato la notizia: “Quanto accade a Scorrano non può essere liquidato come una banale inefficienza amministrativa; è una vicenda che interpella direttamente la qualità democratica del nostro sistema sanitario. Un ospedale è uno spazio pubblico ad alta densità etica: se una persona non può accedervi agevolmente, il principio di uguaglianza viene calpestato. L’immagine dell’ascensore abbandonato alla vegetazione è la metafora perfetta di un diritto lasciato ai margini, invisibile finché non viene denunciato. L’accessibilità non è un ‘optional’ o un lusso architettonico, ma una condizione imprescindibile per garantire dignità e autonomia. La mancata manutenzione sistemica è, di fatto, una forma di esclusione indiretta verso i più vulnerabili”.

“Non basta più ‘riparare il guasto’ seguendo la logica dell’emergenza. Occorre una visione strutturale e una cultura amministrativa orientata alla prevenzione. Come CNDDU, proponiamo che casi come quello di Scorrano diventino oggetto di un monitoraggio civico permanente. La civiltà di un sistema sanitario si misura dalla capacità di garantire a ogni persona un accesso reale, sicuro e dignitoso alle cure. Restituire funzionalità a Scorrano è un atto necessario per riaffermare che i diritti umani, in Italia, sono ancora un valore concreto.”

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Redazione
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