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Il tema della sicurezza urbana a Bari è sempre al centro dell’agenda istituzionale, soprattutto dopo le ultime notizie di cronaca. In un contesto in cui la percezione di insicurezza dei cittadini e le criticità legate alla movida notturna richiedono risposte concrete, lo Stato batte un colpo. Domani, martedì 31 marzo 2026, presso la Prefettura di Bari, verrà siglato un accordo cruciale per ridefinire i confini della prevenzione e dell’ordine pubblico nel capoluogo pugliese.
Un’alleanza strategica per la legalità
La firma del protocollo d’intesa per la prevenzione delle situazioni di pericolo non è solo un atto formale, ma il tentativo di costruire un fronte comune contro il degrado e la criminalità diffusa. L’accordo vedrà protagonisti:
Il Prefetto di Bari, Francesco Russo;
Il Sindaco di Bari, Vito Leccese;
Le principali sigle di categoria (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA);
Il Comitato per la salvaguardia degli esercenti della zona Umbertina.
Questa sinergia tra istituzioni e associazioni di categoria punta a colmare quel vuoto di vigilanza che spesso i residenti dei quartieri baresi lamentano, chiedendo a gran voce che lo Stato torni a essere un presidio visibile e costante.
Focus Quartieri: Sicurezza Notturna e Decoro Urbano
Il protocollo, di carattere sperimentale e della durata di un anno, si concentra in particolare sulle fasce orarie più sensibili: la sera e la notte. L’obiettivo è chiaro: garantire la quiete dei residenti e il decoro urbano, intervenendo con decisione nelle zone dove la “movida selvaggia” o gli atti di microcriminalità rischiano di compromettere la vivibilità cittadina. “La sicurezza non può essere una delega parziale, ma deve tradursi in un impegno condiviso dove lo Stato coordina e garantisce la libertà di vivere i propri quartieri senza timore.”
Particolare attenzione verrà riservata alle immediate vicinanze degli esercizi pubblici, spesso teatro di turbative all’ordine pubblico. La partecipazione del Comitato della Zona Umbertina sottolinea come alcune aree della città necessitino di un monitoraggio “chirurgico” per bilanciare le esigenze del commercio con il diritto al riposo e alla sicurezza dei cittadini.
Perché serve più Stato nei quartieri di Bari?
Nonostante gli sforzi profusi dalle Forze dell’Ordine, la cronaca recente evidenzia come la prevenzione debba passare da una presenza capillare sul territorio. Il sistema di collaborazione pubblico-privato introdotto da questo protocollo mira a: Potenziare la sorveglianza: Attraverso impegni precisi degli esercenti nella gestione degli spazi esterni. Dissuadere il degrado: Interventi rapidi per evitare che piccole violazioni diventino focolai di insicurezza. Garantire la certezza della risposta: Un quadro di impegni certi che permetta ai cittadini di percepire lo Stato come un alleato vicino.
Conclusioni: verso una Bari più sicura
La sfida di Bari si gioca sulla capacità delle istituzioni di trasformare questo protocollo sperimentale in una struttura permanente di controllo e prevenzione. La sicurezza pubblica non è un lusso, ma un diritto fondamentale che deve essere garantito uniformemente, dal centro alle periferie. Il protocollo di domani è un primo passo, ma la richiesta che arriva dai quartieri è netta: meno burocrazia e più divise, meno parole e più interventi a tutela della legalità.











