L’agricoltura ancora una volta è il pilastro identitario ed economico della Puglia, rappresentando il 6% del PIL regionale, un valore doppio rispetto alla media nazionale. Antonio Decaro, durante la manifestazione che ha portato oltre 10mila agricoltori sul lungomare di Bari nella giornata di ieri con Coldiretti, ha sottolineato come il comparto non sia solo tradizione, ma un motore trainante che alimenta anche il turismo (pari al 15% del PIL) attraverso l’enoturismo e gli agriturismi. Per sostenere questa crescita, la Regione punta su investimenti mirati alle nuove generazioni e sull’utilizzo strategico dei fondi europei, garantendo supporto diretto alle produzioni e soluzioni concrete per la tutela del lavoro e del territorio.
I motivi della protesta: costi di produzione in continuo aumento
La manifestazione di ieri a Bari organizzata da Coldiretti ha raccolto tutti i motivi di malcontento della categoria, alle prese con le ripercussioni che la crisi geopolitica mondiale sta causando sui prezzi delle materie prime. La salita vertiginosa dei costi di produzione, dei fertilizzanti e dei carburanti, ha compresso in maniera sensibile il margine di guadagno per gli agricoltori locali. In alcuni casi addirittura il guadagno si è assottigliato a tal punto da rendere insostenibile la prosecuzione dell’attività imprenditoriale: i settori in maggiore sofferenza sono quelli lattiero-caseario e cerealicolo, ma anche le altre produzioni sono in affanno.
Sul fronte dell’emergenza idrica, le recenti piogge e una gestione oculata delle risorse hanno permesso di mettere in sicurezza la stagione agricola corrente. Decaro ha annunciato l’attivazione di infrastrutture attese da anni, come la vasca del “Pappadai” nel Tarantino e il potenziamento dei collegamenti con la diga del Liscione in Molise. L’obiettivo a lungo termine è l’efficientamento della rete: investire in impianti di affinamento per il riuso delle acque reflue e nella manutenzione delle condotte è essenziale per evitare il paradosso di avere riserve idriche senza poterle distribuire efficacemente ai campi.
Un’altra sfida cruciale riguarda la valorizzazione della filiera e l’incremento del valore aggiunto locale. Attualmente, solo il 30% dei prodotti pugliesi viene trasformato in loco, una percentuale che la Regione intende innalzare incentivando le aggregazioni d’impresa e promuovendo le certificazioni IGP e DOP. Potenziare la trasformazione interna per settori strategici come grano, olio, vino e latte significa trattenere la ricchezza sul territorio, offrendo maggiore marginalità agli agricoltori e rendendo le eccellenze pugliesi sempre più competitive sui mercati internazionali.
Infine, l’assessore Francesco Paolicelli ha ribadito l’impegno verso il ricambio generazionale e la rigenerazione di aree colpite da crisi, come il Salento. Tra le priorità figurano nuovi criteri di premialità per chi vive esclusivamente di agricoltura e l’attivazione di tavoli tecnici specifici: dopo i risultati ottenuti per il settore lattiero-caseario, l’attenzione si sposta ora sulla cerealicoltura e sul florovivaismo. In particolare, l’olivicoltura resta asset strategico per l’economia e il paesaggio, confermando la volontà del governo regionale di agire come presidio costante al fianco delle associazioni di categoria.
Dichiarazioni in sintesi
Antonio Decaro: “L’agricoltura è la nostra identità e vale il doppio della media nazionale in termini di PIL. Stiamo risolvendo la crisi idrica con il riempimento degli invasi come il Pappadai e puntiamo a trasformare in Puglia più del 30% dei prodotti, puntando su IGP e DOP per dare ricchezza ai nostri produttori.”
Francesco Paolicelli: “In 80 giorni di governo abbiamo dato risposte concrete, dal tavolo del latte al sostegno per i giovani agricoltori. Dobbiamo innovare per competere globalmente, tutelando il reddito di chi vive di agricoltura e rigenerando territori chiave come il Salento.”











