“Incompatibile con la mia visione politico-amministrativa in tema di decentramento comunale”. Con queste parole, il consigliere comunale Giuseppe Carrieri si dimette dalla Commissione consiliare “Decentramento” di cui era componente. Una scelta, quella dell’avvocato in quota Lega- Salvini Premier, dettata dall’approvazione di un ordine del giorno a firma di gran parte della maggioranza del centro sinistra che “impegna sindaco e giunta a vincolare parte dei proventi derivanti dalla monetizzazione degli standard urbanistici per gli interventi a realizzarsi nei municipi 3 e 4, esclusivamente nei confini dei medesimi municipi”. Cosa succede dunque? La norma prevedrebbe una dotazione di standard per spazi pubblici di 6.5 metri quadri per abitante. Seguendo l’istruttoria tecnica effettuata da parte della Ripartizione Governo e Sviluppo strategico del territorio, i 5 municipi di Bari sarebbero al momento così suddivisi:
Municipio 1 (Murat, San Nicola, Libertà, Madonella, Japigia, Torre a Mare): 5.2 mq/ab quindi deficit
Municipio 2 (Poggiofranco, Picone, Mungivacca, Carrassi, San Pasquale) : 5.2 mq/ab quindi deficit
Municipio 3 (San Paolo, Stanic, Marconi, San Girolamo, Fesca, Villaggio del Lavoratore): 10.2 mq/ab quindi ok
Municipio 4 (Carbonara, Ceglie, Loseto) : 8 mq/ab quindi ok
Municipio 5 (Palese, Santo Spirito, Catino, San Pio) : 6 mq/ab quindi deficit
In virtù di tali dati, la monetizzazione degli standard per spazi pubblici sarebbe prevista esclusivamente per i municipi 3 e 4 che raggiungono (e superano) il minimo previsto dalla norma, mentre sarebbe vietata negli altri 3 municipi per non aggravare le carenze esistenti. Si è previsto pertanto di applicare un criterio di compensazione affinché i benefici derivanti dai due municipi, e per i quali è prevista la monetizzazione degli standard urbanistici, ricadano e vengano usati solo per interventi nei municipi stessi vincolandoli alla realizzazione di opere di riqualificazione, forestazione, verde pubblico e parcheggi.
La monetizzazione degli standard si tradurrebbe nel pagamento di una somma di denaro al Comune da parte di privati in alternativa alla cessione fisica di aree per servizi pubblici (verde, scuole, parcheggi) obbligatori per legge in caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni.
Questa rigidità però era stata già fortemente criticata dal Consigliere Carrieri secondo cui questo vincolo delle risorse eviterebbe la rigenerazione di altre aree della città lasciando il beneficio a chi , quegli standard li ha già raggiunti, motivo per il quale aveva anche presentato degli emendamenti durante il precedente Consiglio rimasti però inascoltati.











