Proseguono a ritmo serrato le indagini sul Giallo di Pietracatella. Sono stati, infatti, disposti altri esami per risolvere il mistero delle due donne morte su cui le analisi hanno rilevato tracce di ricina, un potente veleno. Intanto per questa mattina negli uffici della Polizia giudiziaria a Campobasso, sarà effettuato l’accertamento tecnico irripetibile sul cellulare di Alice Di Vita, 18 anni, sorella e figlia delle due donne. Come richiesto dalla Procura, alla presenza delle parti, si procederà con l’estrazione della copia forense dei dati presenti sul telefono. Gli investigatori analizzeranno le chat che la ragazza ha tenuto con la madre, la sorella e il padre durante gli accessi delle due donne al pronto soccorso dell’ospedale ‘Cardarelli’ nelle drammatiche ore che hanno preceduto il loro decesso, anche per riscontrare eventuali responsabilità dei cinque medici indagati per omicidio colposo.
Domani a Bari le analisi sui reperti biologici
Nella giornata di domani a Bari, al centro delle operazioni ci saranno i reperti biologici di Antonella e Sara, già acquisiti. Particolare attenzione sarà riservata ai vetrini dell’esame autoptico, nello specifico alle analisi istologiche, che verranno nuovamente esaminate, alla presenza delle parti, per chiarire alcuni passaggi ancora poco definiti.
L’obiettivo degli esperti è quello di ottenere dati più solidi e scientificamente attendibili, in grado di confermare o rivedere quanto emerso finora. I risultati di questi accertamenti sono attesi con grande interesse e potrebbero orientare in modo significativo il prosieguo dell’indagine. Intanto, la relazione tecnica già acquisita agli atti fornisce indicazioni importanti. Secondo la valutazione peritale, vengono confermate tracce riconducibili ad Antonella e Sara, mentre Gianni Di Vita risulterebbe escluso. Tuttavia, proprio su quest’ultimo punto, c’è l’invito alla cautela: il campione analizzato sarebbe stato prelevato in ritardo e sottoposto a esame in una fase in cui il materiale biologico risultava ormai degradato. Una circostanza che, pur portando a un’esclusione, ne limita la portata probatoria e lascia aperta la necessità di ulteriori approfondimenti. È anche per questo che gli accertamenti in programma assumono un valore ancora più rilevante.











