Un aggiornamento sull’attuazione del Piano di riconversione industriale dei siti Versalis in Puglia e Sicilia, con un focus sul futuro del polo pugliese e del relativo impianto di cracking: questi i temi al centro dell’incontro convocato a Roma dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, con il responsabile della Trasformazione Industriale di Eni, Giuseppe Ricci.
Riguardo al sito di Brindisi, Eni ha annunciato al Ministro la selezione di un primario advisor internazionale che avrà il compito di individuare un soggetto industriale interessato a rilevare le attività poste in conservazione (cracking). Procede, sempre nel polo pugliese e secondo la roadmap prevista, l’investimento in collaborazione con Seri Industrial per una gigafactory di batterie al litio destinate allo stoccaggio stazionario di energia, per il quale fin dal settembre 2025 è stata costituita la società in jv Eni Storage Systems.
“L’annuncio del ministro Adolfo Urso sull’intesa con Eni per la nomina di un primario advisor incaricato di individuare possibili acquirenti per il cracking di Versalis a Brindisi rappresenta un passo avanti importante verso una politica industriale più razionale e lungimirante, in linea con le esigenze nazionali ed europee di autonomia nella chimica di base”.
Lo dichiara Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro della Regione Puglia, commentando positivamente la svolta annunciata nella giornata di ieri dal ministro Urso sulla vertenza che riguarda uno degli asset più rilevanti del sistema chimico italiano ed europeo.
“Sin dall’inizio – prosegue l’assessore – la Regione Puglia ha espresso una posizione chiara: fermare e mettere in conservazione l’impianto senza una prospettiva industriale solida avrebbe comportato rischi significativi per l’intero comparto. Per questa ragione non abbiamo sottoscritto il precedente protocollo, ritenendo strategico preservare un complesso che rappresenta un caposaldo della chimica di base in Europa. La richiesta avanzata nei mesi scorsi di attivare un percorso di scouting per nuovi investitori va esattamente nella direzione che oggi viene accolta”.
“Questa scelta – aggiunge – assume un valore ancora più rilevante alla luce delle recenti posizioni condivise a livello europeo sulla necessità di rafforzare l’autonomia industriale nei settori strategici, tra cui la chimica di base. Garantire continuità produttiva all’impianto di Brindisi significa tutelare non solo il territorio e l’occupazione, ma l’intera filiera nazionale, a partire dagli stabilimenti collegati”.
“Si riapre dunque una prospettiva concreta per il rilancio del sito – conclude l’assessore – da cui dipendono le sorti del petrolchimico brindisino, dell’indotto e di centinaia di lavoratori. La Regione esprime soddisfazione per l’accoglimento della proposta e per l’accordo raggiunto tra Ministero e azienda. Ora è fondamentale procedere rapidamente con il percorso di individuazione di investitori, garantendo al contempo la convocazione del tavolo nazionale della chimica a Brindisi e definendo impegni chiari anche sul fronte delle politiche del lavoro, per accompagnare la transizione industriale e salvaguardare l’occupazione. Con il presidente della Regione Puglia incontreremo anche i vertici di Eni per condividere il nuovo percorso e fare il punto sulla gigafactory, dove si realizzeranno accumulatori elettrici di tecnologia italiana, in grado di offrire al territorio importanti opportunità di sviluppo industriale e di salvaguardia e crescita dell’occupazione”.
L’assessore ha inoltre confermato che gli incontri con l’azienda saranno finalizzati a consolidare il percorso avviato e ad approfondire le prospettive legate ai nuovi investimenti industriali sul territorio, inclusi quelli connessi alle tecnologie per l’energia e la transizione green.











