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Sportelli di ascolto psicologico nelle scuole del Municipio II: ieri a Bari l’evento finale

Si è svolta ieri pomeriggio nell’aula magna dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Panetti Pitagora” di Bari, la presentazione dei dati del progetto “Sportello di ascolto”, che ha visto l’organizzazione, all’interno degli istituti scolastici del territorio del Municipio II, di sportelli di ascolto dedicati a studenti, insegnanti e genitori, per la tutela della salute mentale e per la prevenzione del disagio di giovani e adolescenti, al fine di favorirne il benessere psicologico.

Il progetto è stato voluto dal Municipio II e realizzato in collaborazione con la cooperativa sociale SoleLuna. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati del progetto, con gli interventi dell’assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti Civili Michelangelo Cavone, della presidente del Municipio II Alessandra Lopez, del presidente della Commissione Welfare Municipio II Marco Pesce, e di Giovanni Barnaba, presidente della cooperativa SoleLuna. Hanno partecipato, inoltre, rappresentanti del Servizio Sociale municipale e le psicologhe della cooperativa che hanno curato il progetto.

L’iniziativa ha coinvolto una rete diversificata di 10 istituti scolastici del territorio – dalle scuole primarie fino ai licei e agli istituti tecnici – tracciando un quadro dei bisogni emotivi e relazionali della comunità scolastica barese. Hanno aderito al progetto le seguenti scuole: gli istituti comprensivi “De Amicis Laterza Monte San Michele”, “Massari Galilei”, “Michelangelo”, “EL/7 Montello Santomauro”, “Poggiofranco Fiore” e “Zingarelli”, l’istituto “Panetti Pitagora”, il liceo scientifico “Fermi”, l’I.P.S.S.A.R. “Perotti” e l’istituto “Margherita”.

Ogni scuola ha avuto il suo sportello dedicato, un giorno a settimana, con l’obiettivo di offrire uno spazio di ascolto qualificato, in grado di promuovere benessere psicologico e sviluppo di competenze emotive. Tra le numerose attività programmate nell’arco della durata del progetto, peculiari sono stati i laboratori esperienziali di gruppo incentrati su temi come l’inclusione, la gestione dell’ansia da prestazione, il bullismo, il cyberbullismo e lo sviluppo dell’empatia.

dati finali delineano un intervento di forte rilievo sociale: sono stati seguiti complessivamente 174 casi, per un totale di 604 colloqui individuali realizzati in favore di minori, genitori e insegnanti. L’affluenza maggiore si è registrata presso gli istituti “Zingarelli” (29 casi e 75 colloqui) e “Michelangelo” (27 casi e 61 colloqui), seguiti dal liceo “Fermi” e dall’istituto “Panetti- Pitagora”.

L’analisi dettagliata delle consulenze ha evidenziato come le necessità psicologiche cambino sensibilmente a seconda del contesto scolastico e dell’età:

  • difficoltà relazionali: hanno rappresentato la tematica dominante negli istituti superiori e in alcuni comprensivi, come “Massari Galilei” (75% dei casi), liceo “Fermi” (64%) e “Zingarelli” (64%);
  • difficoltà emotive: sono state le segnalazioni più frequenti presso l’istituto “Margherita” (64%) e “Poggiofranco Fiore” (50%);
  • difficoltà comportamentali: sono emerse in modo più marcato all’istituto alberghiero “Perotti” (35%) e “Michelangelo” (33%).

 Il progetto risulta molto apprezzato dai beneficiari: circa il 94% degli intervistati ha dichiarato di essersi sentito accolto positivamente (con punteggi di 4 e 5 su una scala di 5). Inoltre, oltre il 77% ritiene che lo sportello sia stato utile per esprimere liberamente i propri pensieri ed emozioni, con un forte riconoscimento del rispetto della privacy e della riservatezza (il 74,3% ha espresso il massimo punteggio).

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci ricorda che il suicidio è tra le principali cause di morte tra i giovani e che il disagio psicologico rappresenta una delle sfide più urgenti del nostro tempo – ha sottolineato l’assessore Cavone -. Ansia, depressione, difficoltà relazionali, disturbi del comportamento e della sfera emotiva interessano un numero crescente di ragazze e ragazzi. La scuola è spesso la seconda famiglia dei nostri giovani e progetti come questo sono fondamentali perché consentono di intercettare precocemente il disagio, offrire punti di riferimento qualificati, aiutare i ragazzi a riconoscere e dare voce alle proprie emozioni ma anche a rafforzare competenze personali e fattori protettivi. Dobbiamo ascoltare i ragazzi e le ragazze, capire cosa non va e costruire le risposte partendo dai loro bisogni reali. È la direzione che intendo seguire anche nella programmazione delle prossime attività dell’assessorato, mettendo al centro l’ascolto e la partecipazione reale delle nuove generazioni”.

“In questi mesi abbiamo avuto la conferma di quanto sia forte il bisogno di luoghi nei quali sentirsi accolti, ascoltati e compresi – hanno commentato la presidente Lopez e il presidente Pesce -. Un bisogno che riguarda certamente i più giovani, chiamati a confrontarsi con le complessità del proprio percorso di crescita, ma che coinvolge anche gli adulti, le famiglie, gli educatori e tutti coloro che ogni giorno condividono la responsabilità di accompagnare ragazze e ragazzi verso il futuro. Quando una comunità riesce a offrire questi spazi di confronto e di sostegno, non sta semplicemente rispondendo a una necessità contingente, ma sta investendo nella qualità delle relazioni sociali e nella costruzione di un tessuto comunitario più forte e coeso.

Siamo convinti che la prevenzione del disagio passi anzitutto dalla capacità di riconoscere il valore dell’ascolto come strumento di cura e di crescita. Ascoltare significa dare dignità alle emozioni, legittimare le difficoltà senza stigmatizzarle, aiutare ciascuno a trovare dentro di sé e nella comunità le risorse necessarie per affrontare le sfide della vita. È un percorso che richiede sensibilità, competenza e continuità, ma che produce risultati profondi perché contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza, la fiducia negli altri e la consapevolezza delle proprie potenzialità.

Per questa ragione riteniamo che iniziative di questo tipo debbano essere considerate una componente strutturale delle politiche di welfare e non interventi occasionali. Una comunità che si prende cura delle persone prima che il disagio si trasformi in isolamento, che promuove il dialogo invece dell’indifferenza e che investe sul benessere emotivo e relazionale dei propri cittadini è una comunità che guarda con responsabilità al proprio futuro. Ed è con questo spirito che continueremo a sostenere ogni azione capace di rafforzare la cultura dell’ascolto, della vicinanza e della cura reciproca, nella consapevolezza che la qualità della vita di una città si misura anche dalla sua capacità di non lasciare indietro nessuno e nessuna”.

“L’ascolto non è solo un servizio, ma il primo passo per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita – ha spiegato il presidente Barnaba – . Un ragazzo ascoltato oggi sarà un adulto più consapevole domani. I risultati ottenuti sul campo confermano la necessità non solo di mantenere, ma di potenziare questi spazi di ascolto, capaci di intercettare precocemente i bisogni diversificati dei nostri quartieri”.

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