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L’ambiente e l’economia di Taranto trovano un punto di convergenza grazie alla scienza. Presso la Prefettura di Taranto è stata presentata la relazione finale del progetto sperimentale «Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili», focalizzato sul trasferimento dei molluschi dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande.
I risultati dell’indagine, condotta tra novembre 2024 e giugno 2026, segnano una svolta storica per il capoluogo ionico: per la prima volta, la tutela della salute pubblica e la sicurezza alimentare si fondono con il rilancio produttivo della mitilicoltura, simbolo identitario ed economico della città. Il progetto è stato finanziato dal Commissario straordinario e dal CIS, e realizzato attraverso una stretta sinergia scientifica tra ARPA Puglia, ASL Taranto, Capitaneria di Porto e CNR-IRSA.
Il processo scientifico: come funziona la decontaminazione naturale
Lo studio ha dimostrato l’efficacia della clearance naturale (autodepurazione metabolica) attivata dal trasferimento programmato dei mitili nel Mar Grande. I dati analitici hanno evidenziato che:
A 15 giorni dal trasferimento: Si riscontra un drastico effetto di “diluizione biologica” della contaminazione da diossine e PCB.
Tra i 30 e i 48 giorni: I livelli di inquinanti organici persistenti si azzerano stabilmente.
Impatto qualitativo zero: Il processo avviene preservando l’Indice di Condizione e la Sostanza Organica del mollusco, grazie a temperature marine protettive inferiori ai 28°C che tutelano la qualità gastronomica del prodotto.
Queste evidenze scientifiche consentiranno di superare la logica emergenziale, aprendo la strada alla rimodulazione dei calendari di raccolta e trasferimento, offrendo una strategia gestionale robusta in attesa del completamento delle bonifiche del Mar Piccolo.
Le dichiarazioni dei protagonisti e delle istituzioni
«I dati emersi offrono solo risposte rassicuranti sotto il profilo della sicurezza alimentare e costituiscono un solido supporto tecnico-scientifico per mitigare l’impatto socioeconomico dell’Ordinanza Regionale n. 1989/2011. Dimostriamo che l’ambiente e l’economia possono rigenerarsi insieme secondo i paradigmi della One Health.» — Prof. Vito Uricchio, Commissario Straordinario
L’On. Dario Iaia (Responsabile Unico del Contratto del CIS Taranto) ha sottolineato come la strada intrapresa sia quella corretta per fornire alla politica elementi oggettivi e decisioni definitive per il bacino ionico, mentre il Sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha espresso orgoglio per la straordinaria resilienza biologica della mitilicoltura tarantina, confermando la piena disponibilità del Comune a sostenere i concessionari nell’adozione del modello di rotazione dei mari.
L’approccio integrato degli enti di controllo e di ricerca
Il Direttore Generale di ARPA Puglia, Vito Bruno, ha ricordato che l’iniziativa è nata da una proposta dell’Agenzia, sottolineando l’importanza dell’approccio One Health in una realtà complessa come Taranto, dove ambiente, salute e tessuto sociale devono essere considerati in modo integrato. Sulla stessa linea il Direttore Generale dell’ASL Taranto, l’Ing. Vito Bavaro, e il Direttore del Dipartimento di Prevenzione, il Dott. Michele Conversano, i quali hanno ribadito l’impegno della struttura sanitaria nell’esercitare un controllo rigoroso a tutela della salute pubblica.
Un contributo fondamentale è arrivato dai laboratori: il Dott. Vittorio Esposito (Direttore DAP Taranto di ARPA Puglia) ha confermato i dati sulla progressiva decontaminazione a 15, 30 e 45 giorni, definendola predominante rispetto alle concentrazioni iniziali di inquinanti. Il Dott. Nicola Ungaro (Centro Regionale Mare di ARPA Puglia) e la Dott.ssa Magda Di Leo (CNR-IRSA) hanno infine evidenziato come questo studio rappresenti l’evoluzione su scala annuale di un precedente percorso pilota, offrendo uno strumento predittivo e oggettivo per le future scelte normative.
Cambiare la narrazione su Taranto: il ruolo del mare
Il Comandante della Capitaneria di Porto di Taranto, Leonardo Deri, ha concluso l’incontro auspicando che questo successo non rimanga isolato, ma diventi il punto di partenza per cambiare radicalmente il racconto del territorio:
«Per troppi anni questa città è stata etichettata esclusivamente come un territorio compromesso a livello ambientale. Oggi dimostriamo che Taranto può essere un laboratorio di innovazione, di riscatto ecologico e di rinascita legata alla sua più grande risorsa, il mare. Certificare la qualità della mitilicoltura significa restituire al futuro della città la dignità e l’orgoglio che merita.»











